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ECOTURISMO IN MAR ROSSO: UNA PRIORITA’

ecoturismo
Articolo di Chiara Bono, nostra associata e collaboratrice

 

L’Egitto ha una biodiversità costiera unica che contribuisce all’economia e sostiene il benessere dell’uomo. Una parte significativa dell’economia egiziana è direttamente correlata all’uso delle risorse naturali e la perdita di biodiversità influisce sulla capacità degli ecosistemi di fornire questi valori.

Il settore turistico egiziano presenta una significativa percentuale di attività turistica centrata sul Mar Rosso. L’Egitto ospita un’ampia varietà di ecosistemi e di vita terrestre e acquatica: le coste del Mar Rosso hanno acque cristalline con una vita sottomarina estremamente colorata che non ha eguali altra barriera corallina del mondo, rendendo la barriera corallina del Mar Rosso uno dei migliori siti di immersioni al mondo con oltre 5.000 specie differenti.

I resort che sorgono sulle ampie coste del Mar Rosso sono ormai moltissimi e attirano persone da ogni parte del mondo. Conseguentemente, nel corso degli anni sono aumentate notevolmente le attività turistiche locali e l’affluenza di persone in queste aree.

Questo richiede una capacità di valutazione dell’impatto ambientale e una capacità di gestione delle attività proposte in maniera tale da trovare un giusto equilibrio che rispetti sia la struttura ecologica e ambientale del luogo, sia i parametri economici delle strutture.

Le attività ricreative come snorkeling ed immersioni, sono estremamente popolari e hanno un impatto importante sulla barriera corallina del Mar Rosso: i maggiori problemi sono i danni fisici o meccanici provocati alle strutture coralline dai turisti (spesso anche dalle guide stesse) che utilizzano un approccio di contatto diretto, avvicinandosi in maniera eccessiva agli organismi autoctoni. Questo tipo di attività comporta un enorme rischio per la salute dei polipi dei coralli, oltre ad un aumento della torbidità circostante che rende maggiormente complicate le condizioni di vita della fauna locale.

La copertura corallina ricopre un ruolo fondamentale nell’ecosistema del Mar Rosso in quanto area di foraggiamento o habitat per molti pesci erbivori, pertanto un danno ai coralli corrisponderà ad un danno nella comunità. Nel momento in cui le popolazioni cambiano la loro struttura o il loro habitat, oltre al danno ambientale si avrà anche un danno turistico dovuto all’impoverimento della ricchezza marina locale.

Nonostante il governo egiziano abbia istituito diverse aree marine protette (AMP), numerosi studi hanno confermato che la principale ragione di impoverimento della biodiversità dei gruppi di pesci e coralli nella barriera corallina risiede nel disturbo causato dall’uomo con attività che non rispettano questo delicato ambiente e la sua ecologia; ugualmente, le capacità di adattamento e resilienza della struttura corallina sono correlate a quantità e tipologia di disturbi antropici cui è sottoposta e generalmente le comunità animali vanno a diminuire in diversità e abbondanza all’aumentare delle attività antropiche.

Ulteriore aggravamento dei problemi sono le rotte marittime che percorrono la costa egiziana e le aree turistiche del Mar Rosso con traffico intenso, a cui spesso seguono perforazioni nei giacimenti petroliferi offshore. Anche in questo caso l’istituzione di un monitoraggio permanente dell’inquinamento da petrolio è di vitale importanza per evitare potenziali catastrofi derivanti da grandi fuoriuscite di petrolio e per lo sviluppo sostenibile dell’attività del turismo costiero in Egitto.

Essendo il turismo una componente cruciale dell’economia egiziana, e poiché le barriere coralline sono quindi, attrazioni turistiche particolarmente rinomate, la protezione delle risorse naturali è una questione prioritaria. Nonostante una piccola nota positiva si riscontri nel livello di malattia dei coralli, che è molto inferiore a quelli riportati da altre barriere coralline in zona Indo-Pacifica, australiana (GBR) indiana e caraibica, sono necessarie delle misure precise. Fra i principali metodi di gestione utilizzabili per ridurre la pressione umana sulle barriere coralline e aumentare, quindi, la sostenibilità del turismo spiccano restrizioni e misure di protezione, pianificazione ambientale e programmi educativi sia per le guide in loco che per i turisti. L’ecoturismo è una parte crescente dell’industria del turismo, ma spesso l’assenza di accordi e criteri di ciò che lo costituisce, porta l’industria ad essere auto identificata e quindi non effettivamente in armonia con le norme di protezione e valorizzazione delle risorse naturali. Questo è un ulteriore punto cruciale che richiede pianificazione e progettazione in conformità ai requisiti ambientali.

Consiglio di lettura a scopo informativo/consapevole: https://www.ecotourism.org/what-is-ecotourism/.

 

Chiara Bono

 

Figura 1: Panorama subacqueo nei pressi di Marsa Alam, Mar Rosso. Foto: Chiara Bono

 

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Articolo scritto da un nostro associato o un collaboratore esterno dell'Associazione ETICOSCIENZA