NON NUOTATE CON FOCHE O SQUALI

nuotare foche

È molto comune che, soprattutto in paesi come il Sudafrica, vi vengano proposte attività come immergersi con le foche in mare aperto e stare dentro ad una gabbia con gli squali che nuotano attorno. Apparentemente sono attività “in Natura”, nel loro habitat e nessun animale viene toccato e abusato.
Ma siamo sicuri siano davvero etiche e giuste dal punto di vista di benessere animale ed ecologia?

🆘 Nuotare con le foche è un’attività al limite. Anche io volevo farlo, innocentemente, spinta dalla curiosità e dall’emozione di poter nuotare con questi magnifici mammiferi.
Poi però mi sono informata, ho parlato con dei docenti di biologia marina e ho ragionato. Come funziona l’attività? Con una barca/motoscafo ci si avvicina ad una zona in cui sicuramente si trovano le foche.
Con la barca si va quindi ad alimentare gli animali per fare sì che nuotino sotto la barca insieme a noi. 🦞

Il problema infatti non è tanto il nuotare vicino a noi, perché se non si interagisce con loro e di rispettano i limiti, problemi teoricamente non ce ne sono. Il problema è l’alimentazione.

 

 

Sappiamo bene che se andiamo in un bosco non dobbiamo alimentare volpi, cervi e scoiattoli no? E allora cosa cambia in mare? Alimentando le foche andiamo a creare un legame tra noi e l’animale selvatico che quindi collegherà sempre uomo e cibo. Andando ad alimentarle (indipendentemente dal cibo che viene dato), inoltre, alteriamo l’ecosistema e l’ecologia di quella colonia che riceverà cibo in quantità maggiore rispetto ad una colonia di foche dall’altro capo dell’isola.
Capiamo bene che alimentando in modo artificiale, creiamo disequilibri anche nel rapporto prede e predatori. Immaginiamo, per semplificare, che invece delle foche siano leoni e io immetto, ipotesi, conigli per far avvicinare i leoni. Cosa succede? Succede che le gazzelle verranno mangiate meno dai leoni ed essendoci tante gazzelle, ci sarà erba molto bassa ed essendoci erba molto bassa mangiata dalle gazzelle che non sono mangiate dai leoni, probabilmente ci saranno meno insetti. Essendoci meno insetti ci saranno meno, ipotesi, pipistrelli e quindi più malattie trasmissibili ecc ecc. Esempio stupido e banale ma che ci dà l’idea di quello che vuol dire alterare un sistema naturale di prede e predatori. Oltre chiaramente al fatto che quelle foche diventano confidenti nei confronti dell’uomo e sappiamo tutti che l’uomo può essere davvero crudele e per tanti uomini buoni che alimentano le foche “per amore”, ce ne sono altrettanti che invece le avvicinano per carne o pelliccia o semplicemente bracconaggio. 

 

Quindi, per concludere, avvicinare le foche per fare il bagno con loro, utilizzando esche e cibo è un’alterazione dei loro comportamenti e della loro biologia ed è quindi un’attività non consigliata per un turismo responsabile ed etico.

 

Lo stesso possiamo dire per gli squali. Qui oltre a tutta la questione di equilibrio di ecosistemi, c’è anche un grave problema di benessere animale.
Ci sono diversi studi scientifici che dimostrano come l’attività della “cage drive” è per gli squali fonte di stress e comportamenti anormali.
Cito dall’articolo: “Trascorrere del tempo interagendo con i turisti durante le immersioni in gabbia potrebbe distrarre gli squali da comportamenti normali come la caccia di prede naturali e ricche di energia come i pinnipedi (che è un gruppo che comprende foche e leoni marini). Secondo il team, l’accelerazione è considerata un proxy del tasso metabolico. Pertanto, per gli squali in gabbia le interazioni con i turisti probabilmente costeranno a loro molta più energia rispetto ai loro comportamenti standard. Ciò suggerisce che l’industria delle immersioni in gabbia ha il potenziale per influenzare il bilancio energetico degli squali bianchi”.

 

Concludendo quindi, se vogliamo essere turisti responsabili ed etici nei confronti degli animali, evitiamo ogni forma di innaturale interazione ed alterazione della loro biologia. Se vogliamo ammirare squali, delfini e foche, è decisamente meglio prendere parte a whale watching in cui possiamo vedere animali liberi nel mare senza interferire con i loro comportamenti.

 

 

Fonti:
https//www.independent.co.uk/environment/great-white-shark-cage-diving-ecotourism-mexico-australia-neptune-islands-a8386671.html
https://academic.oup.com/conphys/article/6/1/coy019/4980305

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Autore

Etologa

Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Università di Torino e specializzazione con una Laurea Magistrale in Evoluzione del Comportamento Animale e dell'Uomo presso l'Università di Torino. Dopo aver svolto uno stage formativo presso il "Bioparc Valencia" (Valencia, Spagna) ed essere stata guida naturalista e ricercatrice presso "Monkeyland Primate Sanctuary" (Plettenberg Bay, Sudafrica), ha ricoperto il ruolo di Wildlife Manager presso "Kids Saving the Rainforest - Wildlife Sanctuary and Rescue Center" (Quepos, Costa Rica). E' stata finalista nazionale del contest di comunicazione scientifica "Famelab 2018", dopo essersi classificata prima nelle selezioni locali di Modena, ed ha partecipato come relatrice a TEDxRovigo 2019 con un talk sul turismo etico con gli animali. Da giugno 2019 è guida escursionistica ambientale e da settembre 2019 è socia della Società Italiana di Etologia e membro della giuria per il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica. Dopo una recente collaborazione nell'ambito dell'educazione ambientale con il Parco fluviale Gesso e Stura, attualmente si occupa di divulgazione scientifica presso l'Associazione ETICOSCIENZA. Ha recentemente concluso la formazione da guida safari in Sudafrica, dove ha ottenuto il certificato di field guide FGASA dal governo sudafricano CATHSETTA e il certificato di Track and Sign da Cybertracker level I.

chiaragrasso.eticoscienza@gmail.com

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