GATTI E FAUNA SELVATICA: PROBLEMI E SOLUZIONI

I gatti fanno numerosi danni in Natura, cacciando specie selvatiche. Essendo una specie domestica, dobbiamo gestirla e pertanto i gatti andrebbero tenuti in casa. Se pensiamo che a casa stiano male perchè si annoiano e soffrano, facciamoci passare i sensi di colpa: ci son numerosi studi scientifici che hanno dimostrato che così non è, se la casa è allestita adeguatamente e se ci sono stimoli e arricchimenti ambientali a sufficienza. Se nonostante questo, tenerli in casa risulta difficile, ci sono delle soluzioni che salvano alcune specie selvatiche. 
I DANNI PER LE SPECIE ANIMALI SELVATICHE

I gatti sono animali domestici che si sono co-evoluti con gli esseri umani per migliaia di anni. Hanno subito un processo di domesticazione e, negli ultimi secoli, sono stati soggetti a selezione artificiale per dare origine a moltissime razze. La specie domestica (Felis catus) molto probabilmente deriva dalla sottospecie nordafricana (Felis silvestris lybica). Ricordiamo che si definisce specie domestica, un’intera specie/sottospecie che differisce dalla specie ancestrale, selvatica.

Anche se oggi sono presenti in tutto il mondo, in alcuni Paesi (come l’Australia) il loro arrivo è piuttosto recente. Per questo motivo, nelle aree geografiche in cui sono stati portati dall’Uomo dopo il 1500, i gatti domestici vengono considerati una specie aliena invasiva.

I gatti domestici, sia quelli randagi che quelli familiari soprattutto nelle isole e nelle zone ristrette, creano enormi danni alla fauna selvatica locale. Uccidono uccelli, piccoli mammiferi, rettili, anfibi e tantissimi artropodi (come gli insetti). In alcuni casi, le loro prede includono anche specie a rischio d’estinzione e protette.

Queste implicazioni ecologiche sono state già documentate in letteratura con studi scientifici. Qui ve ne riportiamo qualcuno:

  1. In Italia (https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fevo.2019.00477/full)
  2. Stati Uniti (https://www.nature.com/articles/ncomms2380?fbclid=IwAR3KwJNjX8QUdk8cks0v3EsoZkMgT7Ruj4XmU8qDxbLKmQAWGVfUuVub_jA)
  3. Gran Bretagna (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1046/j.1365-2907.2003.00017.x)
  4. Australia (ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4545751/)

COSA DOVREMMO FARE?

Tenere i gatti in casa! Per quanto siano carini, per quanto li amiamo tanto, dobbiamo amare anche l’ambiente. E sì, anche il nostro miciotto che crediamo innocente e che profuma di borotalco, può essere un predatore laggiù in mezzo al prato. E poi torna a casa e si mangia le crocchette. Non ha bisogno di cacciare. Non è un animale selvatico, la Natura non l’ha programmato: è una specie domestica, che senza l’Uomo non esisterebbe e pertanto, dobbiamo gestirla, come nostro “prodotto”: così come gestiamo la plastica e il petriolo, dobbiamo gestire anche cani, gatti e le altre specie domestiche! A casa ha cibo, per cui cacciare in Natura non è altro che un gioco che può essere reindirizzato in modo sano e funzionale con arricchimenti anche in casa.

Teniamoli a casa!!!

Mettiamo mensole, tiragraffi, scatole, arricchimento, non più di un gatto per 30mq, diverse lettiere se si hanno più gatti, stimoli olfattivi e vi assicuriamo che non c’è bisogno per il felino di uscire fuori.

Il gatto domestico è una delle 100 specie più invasive al mondo ed è responsabile di circa il 14% di estinzioni tra uccelli, mammiferi e rettili. (articolo scientifico di Nature)

Non bisogna assecondarli, non hanno bisogno di cibo, non sono gatti selvatici.

SOLUZIONI ETOLOGICHE ED ETICHE PER TENERE I GATTI IN CASA O FARLI USCIRE IN SICUREZZA.

GATTO FELICE, FAUNA SELVATICA PURE!

Allora…per iniziare, vi linkiamo un articolo scientifico stupendo che ci dice come fare arricchimento ambientale in casa per stimolare i nostri gatti. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3922041/) Tra i consigli, eccone alcuni interessanti.

“Un ambiente interno arricchito consente ai gatti di esprimere i loro comportamenti naturali, inclusi graffi, masticazione e gioco.
Il comportamento di graffiare mantiene la salute degli artigli ed è una forma di marcatura visiva e feromonale.
I substrati preferiti per graffiare variano.
Supporti come pali coperti di sisal o tronchi coperti di corteccia reali possono piacere ad alcuni gatti perché permettono al gatto di agganciare i suoi artigli nel materiale.

I gatti tendono a graffiare oggetti verticali di spicco in aree in cui trascorrono gran parte del loro tempo.
Inoltre, graffiano più spesso quando si allungano dopo periodi di riposo o di sonno.
Pertanto, i tira graffi devono essere posizionati in aree della casa frequentemente visitate e in prossimità di luoghi di riposo preferiti.

La masticazione indesiderata può essere evitata offrendo una varietà di piante ed erbe sicure per i gatti.
Due opzioni allettanti sono le erbe fresche e l’erba gatta.
I proprietari possono strofinare le “piante per gatti” con succo di tonno o cibo per gatti umido per incoraggiare le indagini e la masticazione.
Altre piante dovrebbero essere chiaramente separate dalle aree in cui il gatto trascorre la maggior parte del suo tempo sociale, di riposo e di alimentazione e / o spruzzate con spray dal sapore amaro per renderle meno attraenti.
Le piante tossiche devono essere rimosse dalla casa o conservate in una stanza sicura a cui il gatto non ha accesso. Altre opzioni di masticazione includono masticazioni di pelle bovina inumidite, pesce essiccato e carne di manzo o pollame a pezzi.

Sfoghi adeguati per i comportamenti di gioco sono un aspetto essenziale di qualsiasi programma di arricchimento.
I comportamenti di gioco nei gatti sono strettamente correlati alla naturale sequenza predatoria di stalking, inseguimenti, colpi e morsi.
Ai gatti piace anche giocare con oggetti che possono raccogliere, lanciare in aria e saltare.
Un modo sicuro per un proprietario di integrare la necessità di giocare è usare giocattoli che mantengano la distanza tra il gatto e il corpo del proprietario.

⚠️ATTENZIONE: Incoraggiare il gioco e i comportamenti mordaci con le mani e i piedi può insegnare al gatto che è gratificante inseguire, avventare e mordere il proprietario, portando a problemi di aggressione legati al gioco.

Esempi di giocattoli appropriati includono giocattoli con bacchette; giocattoli a batteria, semoventi che imitano le prede; palline dentro una scatola o una vasca da bagno; giocattoli pieni di erba gatta; e giochi con puntatori laser.
Una regola generale sui giochi a laser è che dovrebbero sempre essere seguiti dalla presentazione di un premio o di un giocattolo per premiare il gatto per la vasta “caccia” e per prevenire la frustrazione.
I giocattoli devono essere ruotati ogni pochi giorni per mantenere novità e interesse.

MA..SE NONOSTANTE QUESTO E NONOSTANTE LE PROVE DI IERI CHE MOSTRANO I DANNI CHE FANNO I GATTI IN NATURA, VOGLIAMO ANCORA FARLI USCIRE O NON RIUSCIAMO A TENERLI IN CASA, OPTIAMO ALLORA PER SOLUZIONI CHE ALMENO SALVINO LA PELLE ALLE SPECIE SELVATICHE.

Nella foto vedete l’esempio di un collare molto appariscente BIRDSAFE.
Un articolo pubblicato su Global Ecology and Conservation (https://www.sciencedirect.com/…/artic…/pii/S2351989415000050) condotto presso la St. Lawrence University, usando circa 50 gatti in due periodi di autunno e primavera ha messo a confronto le prede catturate dai gatti, con o senza indossare il collare durante le uscite all’aperto.

Il dispositivo è stato definito “altamente efficace” nel rapporto di ricerca del Global Ecology and Conservation Journal. In totale, c’è stata una riduzione dell’87% del numero di uccelli catturati quando i gatti indossavano il collare.

MA I GATTI COME VIVONO STA ROBA AL COLLO?

Un articolo scientifico pubblicato su Applied Animal Behaviour Science (https://www.researchgate.net/…/272028745_Assessing_the_effe…) nel 2015 ha dimostrato che il 79% dei proprietari ha riferito che i loro gatti non hanno avuto problemi con la BBS e un altro 17% ha riferito che i loro gatti si sono adattati entro 2 giorni.
14 proprietari hanno riferito che i loro gatti hanno trascorso più tempo a casa e hanno mangiato di più mentre indossavano il BBS.
2 proprietari hanno riferito che i loro gatti sono stati più lontani da casa mentre lo indossavano.
Complessivamente, il 77% dei proprietari ha pianificato di continuare a utilizzare il BBS al termine dello studio.

 

E I CAMPANELLINI SUL COLLARE?

Secondo una ricerca scientifica (https://www.researchgate.net/…/248335851_The_efficacy_of_co…) i gatti dotati di una campanellina hanno ucciso il 34% in meno di mammiferi e il 41% in meno di uccelli rispetto a quelli con un semplice collare. Quelli equipaggiati con un dispositivo sonoro elettronico hanno restituito il 38% in meno di mammiferi e il 51% in meno di uccelli rispetto ai gatti che indossavano un collare semplice.

Un’altro studio pubblicato su Journal of Zoology (https://www.researchgate.net/…/40700872_Bells_reduce_predat…) ha osservato che il numero medio di prede uccise da ciascun gatto era di 2,9 nelle 4 settimane in cui i gatti avevano una campanellina attaccata, rispetto al 5,5 per il tempo equivalente in cui la campanellina era assente.

MA LE CAMPANELLINE SONO DAVVERO PERICOLOSE E FASTIDIOSE PER I GATTI?
Uno studio scientifico pubblicato su Animal welfare nel 2013 (https://www.researchgate.net/…/262862053_Assessing_the_safe…) ci dice questo: “Nonostante i pregiudizi, i risultati di questi hanno indicato che le lesioni al collo o le morti per le campanelle e collari sono rare. Le interviste con 107 veterinari hanno indicato una percentuale media di UN SOLO infortunio per collare ogni 2,3 anni. In una pratica, nell’arco di tre anni, solo lo 0,33% di 4.460 casi di gatti erano lesioni dovute al collare, mentre 180 casi di gatti in 4 cliniche durante agosto e novembre 2011 non ne includevano nessuno.
I 63 proprietari hanno riportato solo un infortunio al collo e nessun decesso, sebbene il 27% abbia avuto incidenti con il collare. Al contrario, il 22% ha riferito che i gatti hanno bisogno di cure a seguito di incidenti stradali, il 53% ha riferito che i gatti hanno bisogno di cure dopo combattimenti e lotte e il 62% ha posseduto gatti uccisi sulla strada.
La lotta e gli incidenti stradali rappresentano un rischio maggiore per i gatti rispetto ai collari.

 E IL SUONO? GLI DA FASTIDIO?
Secondo la dottoressa di veterinaria Rachel Malakani, una campanella per collare produrrà un suono a circa 50-60 dB, ma una ricerca pubblicata su Nature Reviews Neuroscience (https://www.nature.com/articles/nrn3744…) ha dimostrato che i gatti non sono influenzati da suoni al di sotto di 80 dB. Mentre alcuni gatti con ansia potrebbero non reagire bene al suono della campana, è probabile che alla maggior parte dei gatti semplicemente non importi.

 

CONCLUSIONI


– I gatti fanno danni in Natura e uccidono specie selvatiche, che ci piaccia o no.
– I gatti, essendo una specie domestica co-evoluta con l’Uomo deve essere da noi gestita. E’ un nostro “prodotto” come lo è la plastica, pertanto come gestiamo il petrolio e le emissioni di Co2 dobbiamo gestire anche i nostri amati micini.
– non si tratta di una specie selvatica che in casa a contatto con l’uomo soffre. E’ una specie co-evoluta con l’uomo, pertanto la vita in casa non presenta una sofferenza, né un abuso.
-non hanno bisogno di cacciare, perchè poi tornano a casa e mammina gli da le crocchette a forma di fiocchetto, quindi le bestie che si mangia in natura sono morte per nulla.
-i bisogni specie specifici possono essere soddisfatti anche in casa.
-gli arricchimenti ambientali in casa per stimolare il gatto sono molti, da stimoli olfattivi, tattili e comportamentali.
– se comunque questo non ci basta e vogliamo far uscire i gatti o non riusciamo a tenerli in casa (e mi chiedo come facciamo allora con i nostri figli), ci sono alternative visive o sonore che non arrecano danni al gatto, non lo disturbano e anzi, salvano uccelli e rettili che riescono a scappare alla presenza del gatto.

Le gestione dei nostri animali domestici non è solo buon senso. E’ un dovere perchè la fauna selvatica è tutelata per legge (157-92).

Amen. Miao.
Ah, PS: Adoriamo i gatti… Ma anche l’avifauna, i rettili e i mammiferi brutti che non piacciono a quasi nessuno.

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Autore

Etologa

Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Università di Torino e specializzazione con una Laurea Magistrale in Evoluzione del Comportamento Animale e dell'Uomo presso l'Università di Torino. Dopo aver svolto uno stage formativo presso il "Bioparc Valencia" (Valencia, Spagna) ed essere stata guida naturalista e ricercatrice presso "Monkeyland Primate Sanctuary" (Plettenberg Bay, Sudafrica), ha ricoperto il ruolo di Wildlife Manager presso "Kids Saving the Rainforest - Wildlife Sanctuary and Rescue Center" (Quepos, Costa Rica). E' stata finalista nazionale del contest di comunicazione scientifica "Famelab 2018", dopo essersi classificata prima nelle selezioni locali di Modena, ed ha partecipato come relatrice a TEDxRovigo 2019 con un talk sul turismo etico con gli animali. Da giugno 2019 è guida escursionistica ambientale e da settembre 2019 è socia della Società Italiana di Etologia e membro della giuria per il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica. Dopo una recente collaborazione nell'ambito dell'educazione ambientale con il Parco fluviale Gesso e Stura, attualmente si occupa di divulgazione scientifica presso l'Associazione ETICOSCIENZA. Ha recentemente concluso la formazione da guida safari in Sudafrica, dove ha ottenuto il certificato di field guide FGASA dal governo sudafricano CATHSETTA e il certificato di Track and Sign da Cybertracker level I.

chiaragrasso.eticoscienza@gmail.com

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