STIAMO DISTRUGGENDO IL MONDO E ANCORA NON CE NE SIAMO ACCORTI

STIAMO DISTRUGGENDO IL MONDO E ANCORA NON CE NE SIAMO ACCORTI

Novembre 3, 2018 Off Di Christian Lenzi

Siamo diventati bravi a riconoscere la sofferenza degli animali di fronte ad un vitello sgozzato o a un toro ucciso per tradizione.
Siamo diventati bravi ad indignarci per un pappagallo legato con una catena al trespolo o per un canile con pessime condizioni igieniche.

 

Ci siamo adattati al “non ci sono più le mezze stagioni”, ciechi di fronte ai cambiamenti climatici.
Ci siamo adattati al “siamo vittime di un complotto”, ciechi di fronte ad una vera crisi di ignoranza scientifica.

 

Tutti si sono immersi nel fantastico mondo dei Social Network, dove ognuno può essere un politico, uno scienziato, un medico, un economista.
Tutti si sono immersi nel fantastico mondo delle credenze alternative, perché le cose ordinarie sono dogmatiche, noiose e scontate.

 

 

Però, di fronte a situazioni più subdole, è difficile prendere coscienza di quanto stia accadendo.
È difficile accorgerci che stiamo vivendo nell’era della sesta estinzione di massa, che tantissime specie di piante e animali sono scomparse, a causa nostra.
È difficile accorgerci che l’acqua che beviamo e il cibo che mangiamo sono contaminati da metalli pesanti e da microplastiche, a causa nostra.
È difficile accorgerci che abbiamo inquinato in maniera scellerata il pianeta e che abbiamo indotto cambiamenti al clima devastanti, a causa nostra.
È difficile accorgerci che abbiamo reso gli animali oggetto di abuso e speculazione economica, allevandoli in cattività, se non catturandoli in Natura, con il solo scopo di vendere una carezza, un abbraccio, una foto.

 

È difficile perché tutto questo avviene intorno a noi, sotto i nostri occhi e sopra la nostra testa, in maniera silenziosa.
Questi problemi non hanno voce, si insinuano nella nostra società, nella nostra quotidianità, senza che nessuno se ne renda conto.
Abbiamo bisogno di intervenire, abbiamo bisogno di un nostro cambiamento. Non c’è più tempo.

 

A cura di Christian Lenzi