I CAVALLI LEGGONO LA FELICITÀ

I CAVALLI LEGGONO LA FELICITÀ

settembre 11, 2018 Non attivi Di Collaborazioni Esterne

Articolo scritto da Silvia Missaggia, che ha frequentato il nostro corso di “Comunicazione e Divulgazione scientifica“.

 

 

Affetto, disgusto, gioia, nostalgia, imbarazzo, orgoglio, invidia. Proviamo una grande quantità di emozioni, che ci accompagnano in ogni momento della giornata. Concentriamoci sulla felicità e sulla rabbia e pensiamo a quali sensazioni ci fanno provare quando le riconosciamo sul volto delle persone. Sappiamo che anche una specie diversa da noi, il cavallo, è in grado di riconoscerle, semplicemente… guardando una foto.

 

È il risultato di uno studio svolto tra aprile 2014 e febbraio 2015 dall’Università del Sussex, in Inghilterra, pubblicato su Biology Letters.

L’esperimento ha coinvolto 28 cavalli provenienti da 5 maneggi diversi. A ogni animale sono state mostrate due foto, una di una persona con un’espressione arrabbiata e un’altra con un’espressione felice.

Le reazioni? Quando si trovavano di fronte a una persona felice i cavalli non davano segnali di disagio, mentre quando guardavano un volto arrabbiato il loro battito cardiaco aumentava e giravano la testa per guardare con l’occhio sinistro, associato con l’emisfero destro del cervello, che elabora gli stimoli negativi.

 

Per un animale preda, come il cavallo, individuare le minacce presenti nell’ambiente è fondamentale. Pensate di trovarvi in uno spazio aperto, consapevoli di poter diventare il pranzo di un predatore: la vostra sopravvivenza dipende dalla capacità di riconoscere i pericoli e di agire di conseguenza!

Le origini della domesticazione del cavallo risalgono alla cultura Botai, fiorita nel Kazakhstan circa 5500 anni fa. Nonostante il cavallo sia a contatto con l’uomo da secoli, rimane un animale preda e si comporta come tale; riuscire a riconoscere le emozioni è un sistema d’allarme per anticipare una reazione negativa da parte dell’uomo, per esempio una punizione. Una persona arrabbiata è imprevedibile e potenzialmente pericolosa; anche noi non ci sentiamo a nostro agio in presenza di un individuo irritato o rabbioso.

 

 

Da dove deriva questa capacità? I ricercatori hanno formulato due ipotesi.

Questi animali sono per natura estremamente sensibili al linguaggio del corpo, che usano per comunicare tra loro; la prima ipotesi è che abbiano adattato la capacità di leggere i segnali emotivi di altri cavalli agli uomini.

L’evoluzione del cavallo è stata influenzata anche dall’allevamento; è possibile che nel corso della storia siano stati preferiti i soggetti più abili a comprendere i segnali vocali e fisici dell’uomo, portando alla selezione di cavalli che imparano più velocemente, come è accaduto per i cani, soprattutto nelle razze da lavoro, più predisposte alla comunicazione con le persone.

 

La seconda ipotesi è che ogni singolo cavallo abbia imparato a leggere le espressioni umane nel corso della propria vita, grazie alle esperienze vissute, sia positive che negative.

Per capire la sensibilità di questi animali è utile raccontare il caso del cavallo Hans. Siamo in Germania, nel ventesimo secolo, e il cavallo di razza Orlov diventa famoso per la sua capacità di risolvere operazioni matematiche, battendo lo zoccolo per dare la risposta corretta. In realtà, si scoprì che l’animale non era in grado di fare i conti, ma leggeva il linguaggio del corpo del suo proprietario umano che, involontariamente, cambiava posizione, direzione dello sguardo e ritmo respiratorio, suggerendo al cavallo quando smettere di battere a terra. Se l’uomo non conosceva la risposta corretta, Hans non era in grado di dare la soluzione.

 

 

È molto interessante notare come questi animali siano riusciti a superare la barriera tra le due specie, cioè le forti differenze tra uomo e cavallo, fino ad arrivare a leggere le emozioni sul nostro volto e minimi segnali del corpo. Considerando questa sensibilità, possiamo capire l’importanza di un approccio rilassato e positivo con i cavalli, in modo da stabilire una relazione serena, che sicuramente porta benessere ad entrambe le specie, umana ed equina.

 

Silvia Missaggia

 

 

Fonti:

 

http://www.sussex.ac.uk/broadcast/read/34195

http://www.lescienze.it/news/2009/03/06/news/piu_antica_la_domesticazione_del_cavallo-575939/

http://www.etologiadelcavallo.it/wordpress/?page_id=87

http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2017/09/29/news/chi_era_kluger_hans_sapevatelo-3679685/

 

Foto:

 

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