Gatto e coniglio sotto lo stesso tetto: cosa ci dice l’etologia sulla loro convivenza?

Di: Vincenzo Cosenza, che ha frequentato il nostro corso di comunicazione scientifica

Gatto e coniglio appartengono a specie con caratteristiche comportamentali molto differenti: il primo
possiede un naturale repertorio predatorio, mentre il secondo è una specie preda. Eppure, nelle abitazioni
domestiche non è raro che i due animali arrivino a condividere lo stesso ambiente. Come è possibile? Gli
studi sul comportamento del coniglio mostrano che esperienza, apprendimento e familiarizzazione
possono modificare la risposta nei confronti di un potenziale predatore. Questo non significa però, che
ogni convivenza sia priva di rischi. Conoscere il comportamento delle due specie e osservare attentamente i loro segnali è fondamentale per tutelarne il benessere.
Un gatto che dorme tranquillamente accanto a un coniglio può sembrare una scena del tutto normale.

Dal punto di vista etologico, però, è una situazione piuttosto interessante.
Il gatto domestico conserva comportamenti tipici di un predatore: osservare, appostarsi, inseguire e
balzare fanno parte del suo normale repertorio comportamentale. Il coniglio invece, appartiene a una
specie che nel corso dell’evoluzione ha sviluppato strategie di difesa basate soprattutto sull’attenzione
verso l’ambiente, sulla fuga e sulla ricerca di un rifugio.
Ci troviamo quindi davanti a due animali con una storia evolutiva molto diversa che, all’interno di una
casa, possono trovarsi a condividere quotidianamente gli stessi spazi. La letteratura veterinaria sulle
abitazioni in cui convivono specie differenti riconosce proprio questa particolarità e sottolinea come le
informazioni scientifiche specifiche sulle relazioni domestiche tra potenziali predatori e prede siano
ancora relativamente limitate.

Uno degli elementi più interessanti riguarda la capacità del coniglio di percepire segnali associati a un
potenziale pericolo.
In uno studio condotto da Mella, Cooper e Davies su conigli europei in Australia, gli animali sono stati
esposti agli odori di diversi potenziali predatori. In presenza dell’odore del gatto, i ricercatori hanno
osservato modificazioni della frequenza respiratoria e del volume respiratorio compatibili con un aumento
dello stato di allerta. Il dato è particolarmente interessante perché mostra come anche un semplice segnale
olfattivo possa essere biologicamente significativo per una specie preda.
Altri studi sui conigli europei hanno evidenziato risposte comportamentali e fisiologiche agli odori dei
predatori anche in animali che non avevano avuto precedenti esperienze con essi. Questo suggerisce che
almeno alcune risposte anti predatorie non dipendano esclusivamente dall’apprendimento.
Ma se esiste questa predisposizione, come è possibile che alcuni conigli arrivino a vivere serenamente
accanto a un gatto?
Nel 2001 Péter Pongrácz, Vilmos Altbäcker e Ditte Fenes studiarono l’effetto dell’esposizione precoce nei
giovani conigli. In uno degli esperimenti, alcuni cuccioli furono familiarizzati con la presenza di un gatto.
Al momento dello svezzamento, i conigli precedentemente esposti al gatto non mostrarono verso di esso
la stessa reazione di evitamento osservata negli animali che non avevano avuto quell’esperienza.
Il risultato non dimostra che un coniglio cresciuto con un gatto sia automaticamente al sicuro, né che
venga cancellata la relazione biologica tra predatore e preda. Dimostra qualcosa di diverso e dal punto di
vista etologico, molto importante: l’esperienza può modificare la risposta comportamentale verso
un’altra specie.
Il comportamento animale, quindi, nasce dall’interazione tra predisposizioni biologiche ed esperienze
vissute.



Non esiste una regola valida per tutti i gatti e tutti i conigli. Temperamento, età, precedenti esperienze,
ambiente e modalità con cui gli animali vengono messi in contatto possono produrre situazioni molto
differenti. Anche le organizzazioni specializzate nel benessere dei conigli riconoscono che esistono case nelle quali
gatti e conigli convivono tranquillamente. La Rabbit Welfare Association & Fund, tuttavia, ricorda che il
gatto rimane un animale predatore e che questa caratteristica deve essere sempre considerata.
Raccomanda quindi particolare attenzione alle interazioni e alla possibilità per il coniglio di sottrarsi al
contatto

La questione centrale diventa quindi il benessere dell’animale, non semplicemente l’assenza di
aggressioni.
Un coniglio che continua a mangiare normalmente, esplora l’ambiente, riposa in posizione rilassata e si
avvicina spontaneamente al gatto ci comunica qualcosa di molto diverso da un animale che fugge
continuamente, rimane nascosto o appare costantemente vigile.
Allo stesso modo bisogna osservare il gatto: fissare insistentemente il coniglio, appostarsi, inseguirlo o
tentare di afferrarlo sono comportamenti molto diversi dal riposare tranquillamente nello stesso ambiente.

Per questo devono essere presenti spazi nei quali il coniglio possa rifugiarsi e allontanarsi quando lo
desidera. Anche la RSPCA sottolinea che i conigli possono imparare a vivere con gatti o cani, ma devono
sempre poter raggiungere zone sicure e le loro interazioni devono essere controllate.

C’è infine un aspetto che non bisogna trascurare. Una buona relazione tra gatto e coniglio non significa
necessariamente che il gatto possa sostituire la compagnia di un altro coniglio.
I conigli sono animali sociali e possono formare forti legami con i propri simili. Una revisione sul
comportamento del coniglio pubblicata nel 2021 sottolinea proprio la capacità di questa specie di stabilire importanti relazioni sociali sia con altri conigli sia con gli esseri umani che se ne prendono cura.
Anche le principali organizzazioni dedicate al loro benessere raccomandano, quando possibile e nelle
condizioni appropriate, la compagnia di un conspecifico compatibile.

La convivenza domestica tra gatto e coniglio mostra bene quanto il comportamento animale sia più
complesso di una semplice opposizione tra “istinto e abitudine”.
La storia evolutiva continua ad avere un peso: il gatto conserva comportamenti predatori e il coniglio
possiede sistemi di allerta tipici di una specie preda. Allo stesso tempo, gli studi dimostrano che
esperienza e familiarizzazione possono modificare la risposta comportamentale del coniglio nei
confronti di un altro animale.

È quindi possibile osservare convivenze tranquille, ma non è corretto trasformare questa possibilità in una
regola generale. Ogni relazione deve essere valutata osservando i singoli animali e soprattutto, rispettando le esigenze comportamentali di entrambe le specie.
In fondo, condividere lo stesso tetto non significa cancellare milioni di anni di evoluzione: significa
osservare come due specie diverse possano, in determinate condizioni, imparare a vivere l’una accanto
all’altra.

Bibliografia
Crowell-Davis, S. L. (2008). Understanding behavior: the multispecies household. Compendium:
Continuing Education for Veterinarians, 30(3), 156–160, 124. PMID: 18409142. PubMed
Crowell-Davis, S. L. (2021). Rabbit Behavior. Veterinary Clinics of North America: Exotic Animal
Practice, 24(1), 53–62. DOI: 10.1016/j.cvex.2020.09.002. PubMed
Mella, V. S. A., Cooper, C. E., & Davies, S. J. J. F. (2016). Effects of historically familiar and novel
predator odors on the physiology of an introduced prey. Current Zoology, 62(1), 53–59. DOI:
10.1093/cz/zov005. PubMed
Pongrácz, P., Altbäcker, V., & Fenes, D. (2001). Human handling might interfere with conspecific
recognition in the European rabbit (Oryctolagus cuniculus). Developmental Psychobiology,


Sitografia
Rabbit Welfare Association & Fund (RWAF). Rabbits Living With Other Pets. Consultato il 5 ottobre
2026.
Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA). Company for pet rabbits.
Consultato il 5 ottobre 2026.

FOTO
Gatto e coniglio in stretta vicinanza in ambiente domestico condividendo il divano. Foto: Michelle
Spaulding, Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0
Gatto e coniglio vicini sulle scale: foto di Vincenzo Cosenza (autore)

Autore

Articolo scritto da un nostro associato o un collaboratore esterno dell'Associazione ETICOSCIENZA