PANGOLINO E COMMERCIO ILLEGALE: VERSO UN COSTANTE DECLINO

pangolino
Articolo di Chiara Conti, nostra associata che ha seguito il nostro corso in Comunicazione e Divulgazione Scientifica.

 

Il pangolino, una specie a molti sconosciuta, ma che purtroppo detiene un triste primato: questo piccolo mammifero squamato è la specie più commercializzata nel mercato nero mondiale. Prima di entrare nel dettaglio, cerchiamo di capire meglio alcune caratteristiche di questo curioso animale.
Il pangolino (nome scientifico Manis) appartiene ad unico genere, di cui fanno parte 8 differenti specie: quattro dall’Asia (cinese, indiano, del Borneo, delle Filippine) e quattro dall’Africa (di Temminck, dalla coda lunga, arboreo, gigante). Con le sue ridotte dimensioni, ad eccezione fatta per il Pangolino gigante che può raggiungere i 60 cm, si presenta come predatore notturno con una particolare propensione verso le termiti e formiche, grazie al quale garantisce un giusto equilibrio dell’ecosistema di cui fa parte.

Sebbene sia un piccolo predatore, il pangolino presenta un inusuale struttura a squame di cheratina che lo proteggono da eventuali attacchi provenienti da altri predatori in natura; questa particolare struttura, non li tutela però da quello che è il commercio illegale in tutto il mondo.
Principalmente le sue squame vengono utilizzate per la preparazione di farmaci ed intingoli della cultura tradizionale asiatica, infatti più di 200 case farmaceutiche cinesi le utilizzano seccate e polverizzate in farmaci per la cura dell’artrite, reumatismi e deficit nell’allattamento umano; sempre in Cina, in Vietnam e in Africa vengono inoltre consumati come prodotto ricercato in Asia e come specie selvatica in Africa.

Nonostante la comunità scientifica abbia negato qualunque proprietà curativa presente nelle suddette squame, la richiesta è ancora alta; il commercio delle specie asiatiche è stato vietato definitivamente dal 2016, ma questo non ha fermato il traffico illegale, che vede numerose esportazioni di pangolini nei Paesi asiatici dalla Nigeria.

pangolino

Dal 2017 un ampliamento del divieto ha interessato tutte le 8 specie di pangolino, venendo approvato da 183 Paesi appartenenti alla CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione). Nonostante questi divieti, fra il 2000 e il 2019 sono stati effettuati numerosi sequestri a livello mondiale, quantificando circa 895.000 pangolini sacrificati; purtroppo però molti altri non vengono segnalati o rintracciati.

pangolino L’immagine (a) rappresenta il traffico illegale di scaglie, parti o interi pangolini nel mondo dal 2000-2015; (b) mostra l’andamento crescente del traffico di pangolini dall’Africa dal 2011 al 2019, con un’impennata in seguito al divieto di commercio in Asia dal 2016.

 

A tutela dei pangolini oltre alle organizzazioni internazionali ed alle forze dell’ordine mondiali, durante le ultime decadi sono state istituite molte associazioni e fondazioni a tutela di queste 8 specie, che pongono come obiettivi la sensibilizzazione delle popolazioni locali che consumano ed utilizzano questi animali, supportando un maggiore controllo del commercio illegale.

In seguito ad alcune accuse rivolte a questa specie ormai scagionate come possibile vettore del virus SARS-COV-2, da giugno 2020 la Cina ha ampliato i controllo del commercio illegale dei pangolini e il governo ne ha vietato l’utilizzo nella medicina tradizionale.
La speranza è che si continui questo andamento e che sempre più ci sia una sensibilizzazione globale a supporto di tutte le specie che ogni giorno vengono trafficate illegalmente nel mondo.

 

Chiara Conti

 

Fonti bibliografiche:
National Geographic, volume rivista Giugno 2019
www.wwf.org
www.nature.com
www.nationalgeographic.com
www.pangolins.org

Associazione ETICOSCIENZA

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Articolo scritto da un associato o un collaboratore esterno dell'Associazione ETICOSCIENZA

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