GLI EFFETTI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI SUGLI ESSERI VIVENTI

GLI EFFETTI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI SUGLI ESSERI VIVENTI

31 Luglio, 2019 Off Di Collaborazioni Esterne

A cura di Giovanni Paolo Sardo

 

L’umanità è sempre stata esposta a due tipi di radiazioni, di origine e natura diverse: immersa, in un campo elettromagnetico naturale, prodotto dalle onde elettromagnetiche del sole, delle stelle, dai fenomeni metereologici, dal sottosuolo, e dalla terra stessa che genera un campo elettromagnetico che interagisce con il cielo.
La radioattività ambientale, prodotta dagli atomi radioattivi che si trovano nel terreno, in aria e perfino all’interno di noi stessi, generano quindi onde elettromagnetiche. Negli ultimi anni alle onde elettromagnetiche ambientali, si sono aggiunte
sorgenti di elettromagnetismo artificiale, prodotto da impianti che funzionano a corrente elettrica o a batteria (elettrodotti, antenne TV, ripetitori telefonici e radiofonici, reti wireless, televisori, cordless e ricetrasmittenti, computer, stampanti, scanner, fax, elettrodomestici, cellulari ecc…).
Questi dispositivi infatti producono campi elettrici e magnetici che si propagano nello spazio sotto forma di onde elettromagnetiche artificiali. Da recenti studi emerge che i CEM (Campi Elettro Magnetici) potrebbero rappresentare un rischio per la salute delle creature viventi poiché provocano il riscaldamento del corpo o di sue parti esposte alle radiazioni.
La gravità di questo tipo di effetto, va ricercata nel fatto che questo riscaldamento avviene internamente al corpo e non viene percepito dagli organi sensoriali, per l’organismo non è così possibile attivare meccanismi di compensazione. Quindi la riduzione o la sovrapproduzione di determinate sostanze negli organismi viventi, esposti in modo prolungato a queste radiazioni, spiegherebbe l’insorgere di alterazioni genetiche.
Molti studi sono stati condotti su come le radiazioni elettromagnetiche possano influenzare anche l’ambiente, tra cui quelli effettuati da EKLIPSE, un ente che si occupa di biodiversità globale, traendo come conclusione che l’influenza dei CEM potrebbe rappresentare un potenziale rischio per l’orientamento degli volatili e disturbare la “bussola” magnetica usata da molti uccelli e insetti migratori.

 

 

Le radiazioni elettromagnetiche interferiscono anche con l’orientamento di insetti, ragni e mammiferi e potrebbe persino disturbare il metabolismo delle piante. Proprio in Olanda diversi studi hanno fatto registrare numerose anomalie nella crescita delle piante e in particolare degli alberi, decolorazione delle foglie e varie forme di necrosi dei tessuti delle piante, ecc… Dieci anni fa queste anomalie interessavano il 10% delle piante mentre oggi sarebbero presenti nella quasi totalità degli alberi esposti alle radiazioni di sorgenti CEM.

 

 

Una attenzione maggiore all’esposizione da sorgenti CEM è rivolta all’Uomo, poiché costantemente immerso in una fitta rete di radiazioni artificiali prodotte dalle innumerevoli sorgenti che costantemente utilizza.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha registrato in soggetti esposti alle radiazioni CEM, variazioni delle loro funzioni ghiandolari, del sistema immunitario, alterazioni del sistema nervoso centrale e del comportamento, con conseguente tachicardia, dolore agli occhi, vertigini, depressione, limitazione della capacità di apprendimento, perdita di memoria, o caduta di capelli.
In natura i CEM non possono essere visti, toccati o annusati e questo ostacola di parecchio la capacità di considerare i rischi dell’esposizione ad essi. Vogliamo sottolineare che finora nessuno studio ha dimostrato con assoluta certezza l’evidenza scientifica degli effetti delle radiazioni sulla salute, almeno sino a quando l’esposizione sia inferiore ai limiti cautelativi imposti dalla legge. La normativa nazionale ci invita a tenere in considerazione l’esigenza di contenere il rischio connesso con esposizioni prolungate nel tempo, anche a livelli molto bassi o anche in assenza di un’accertata connessione di causa-effetto tra esposizione e danni .
A tal proposito sarebbe molto utile la realizzazione di un Catasto nazionale degli impianti emittenti onde elettromagnetiche così da garantire ai cittadini maggiore informazione e trasparenza sull’argomento, spesso gestito in modo allarmistico.
Nell’attesa che le ricerche scientifiche riescano ad evidenziare in un futuro più o meno prossimo, gli effetti dannosi dell’elettromagnetismo conviene cautelarsi.
Ancora oggi non sappiamo con certezza quali siano i livelli sicuri di esposizione ai CEM o la distanza sicura da queste fonti, e da ciò scaturisce l’esigenza di sensibilizzare la popolazione al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. Se ciò fosse stato adottato anche per altre criticità ambientali, si sarebbero ridotti enormemente rischi e problemi per l’uomo e l’ambiente.

 

Articolo di Giovanni Paolo Sardo

 

Bibliografia

1) Martin Blank (2016) troppo connessi? Le verità scientifiche sui pericoli delle radiazioni elettromagnetiche per la nostra salute.
2) Paolo Bevitore, Stefano R. De Donato (2003) La valutazione dell’inquinamento Elettromagnetico
3) Marco Casolino (2011) Come sopravvivere alla radiottività

Sitografia

www.elettrosmogsicilia.org
www.eklipse-mechanism.eu
www.fritegotto.it/news-leradiazioni-elettromagnetiche