SERVONO DAVVERO I CARTELLI DI DIVIETO NEGLI ZOO?

SERVONO DAVVERO I CARTELLI DI DIVIETO NEGLI ZOO?

Uno degli aspetti più importanti per le strutture zoologiche aperte al pubblico che ospitano animali in cattività è sicuramente quello di ridurre al minimo il disturbo per gli animali e garantire la sicurezza dei visitatori.

Molte strutture, per lo meno quelle serie e che tengono davvero al benessere animale, cercano di impedire che le persone avvicinino gli animali presenti all’interno delle installazioni e vietano ogni tipo di interazione diretta. Le strategie per disincentivare questi comportamenti possono essere varie ma probabilmente la più diffusa è l’uso di cartellonistica che riporta i classici divieti, ad esempio “non toccare gli animali” oppure “non alimentare gli animali”.

Un recente studio pubblicato nel Novembre 2018 su PLoS One ha evidenziato come effettivamente queste segnalazioni possano effettivamente portare a una riduzione del comportamento sanzionato (nel caso specifico della ricerca si vietava l’alimentazione di un gruppo di suricati in cattività al Flamingo Land in Inghilterra) ma vi può essere un aumento in altri comportamenti negativi, come il tentativo di sporgersi e toccare gli animali. In qualche modo sembra che le persone, non potendo alimentarli, sfoghino la loro voglia di interagire con gli animali attraverso altri comportamenti ugualmente o maggiormente negativi.

Inoltre, sempre dallo stesso lavoro scientifico, emerge in maniera sorprendente come i bambini siano più rispettosi delle regole rispetto agli adulti, che invece sembrano prestare meno attenzione ai segnali.

Si tratta di risultati interessanti che ci devono far riflettere su quali siano le migliori strategie per limitare le azioni negative delle persone all’interno di strutture in cui, determinati comportamenti, possono pregiudicare il benessere degli animali ospitati.

 

A cura di Christian Lenzi

Fonte: Parker EN, Bramley L, Scott L, Marshall AR, Slocombe KE (2018) An exploration into the efficacy of public warning signs: A zoo case study. PLoS ONE 13(11): e0207246. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0207246

Christian Lenzi

<strong>Biologo Naturalista</strong> Laurea Triennale in Scienze biologiche presso "Sapienza" Università di Roma e specializzazione con una Laurea Magistrale in Evoluzione del Comportamento Animale e dell'Uomo presso l'Università di Torino (votazione: <em>110 e lode</em>). Dopo aver svolto uno stage formativo presso "Ecotoxicology and Animal Behavior Laboratory" (Iasi, Romania) ed essere stato guida naturalista e ricercatore presso "Monkeyland Primate Sanctuary" (Plettenberg Bay, Sudafrica), ha ricoperto il ruolo di Wildlife Manager presso "Kids Saving the Rainforest - Wildlife Sanctuary and Rescue Center" (Quepos, Costa Rica). Da settembre 2019 è socio della Società Italiana di Etologia e membro della giuria per il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica. Dopo una recente collaborazione nell'ambito dell'educazione ambientale con il Parco fluviale Gesso e Stura, attualmente si occupa di ricerca e divulgazione scientifica presso l'Associazione ETICOSCIENZA. christian.eticoscienza@gmail.com

Articoli correlati

Ultimi articoli x

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: