CIRCO: L’AMORE DEGLI ADDESTRATORI NON BASTA

CIRCO: L’AMORE DEGLI ADDESTRATORI NON BASTA

novembre 16, 2018 Non attivi Di Chiara Grasso

Venerdì 16 Novembre 2018 – Eticoscienza sul Corriere di Chieri

[…] L’Associazione ETICOSCIENZA, di cui siamo fondatori e referenti scientifici, non ha mai voluto combattere questa o quella struttura. Non c’è mai stato nessun accanimento, anzi. Piuttosto, da diversi mesi, l’accanimento a livello personale e professionale c’è stato nei nostri confronti. Il nostro obiettivo è solamente quello di aprire un confronto da un punto di vista etico e scientifico sull’uso degli animali nei circhi. Infatti, ETICOSCIENZA non ha mai messo in dubbio l’amore che gli addestratori provano nei confronti degli animali che fanno esibire.

Crediamo fortemente, e ci auguriamo, che non ci sia maltrattamento o abuso dal punto di vista fisico – anche perché, per fortuna, questo è punibile dalla legge.
Il punto della questione è che non c’è necessariamente bisogno di torture o di percosse perché un animale stia male: è la condizione stessa in cui gli animali dei circhi vivono che rappresenta una forma di innaturale condizione di vita. Animali geneticamente ed evolutivamente selvatici obbligati ad un forzato e continuo rapporto con l’Uomo, cosa che in Natura non avrebbero. Non si può certo definirlo un rapporto mutualistico: infatti, come l’ecologia ci insegna, questo dovrebbe prevedere un vantaggio reciproco per entrambi gli agenti coinvolti e non capiamo quale possa essere il reale vantaggio per gli animali di essere ridicolizzati sotto il tendone di un circo.
Si tratta di animali obbligati a svolgere esercizi insani e innaturali per la loro fisiologia e la loro etologia.

Animali costretti ad estenuanti spostamenti in camion per le autostrade, percorrendo chilometri e chilometri. Animali usati per gli spettacoli – come se questo possa in qualche modo essere sano per l’animale: trovarsi in mezzo a centinaia di persone, tra luci e suoni. Animali che dovrebbero vivere nella quiete e nella pace. Animali che di certo, essendo nati in cattività e cresciuti al fianco dell’Uomo, non potrebbero vivere nel loro ambiente Naturale, ma questo non vuol dire che debbano essere visti come strumento per il diletto umano.

Noi come Associazione di etologia, divulgazione scientifica ed educazione ambientale ci dichiariamo scientificamente ed eticamente contro questo utilizzo antiquato e retrogrado dell’animale. La nostra visione è in accordo con quella delle maggiori fondazioni e organizzazioni di Veterinari, Etologi e Scienziati Italiani ed Europei che hanno messo la scienza e l’etica davanti al loro portafoglio, non essendo spinti da interessi personali ed economici come qualche veterinario o ricercatore che lavora per i circhi.

Inoltre, visto che più del 70% degli Italiani (dato EURISPES, gennaio 2016) si è dichiarato contro l’uso di animali nei circhi sarebbe il caso che l’opinione del popolo venisse rispettata e che gli eventi e gli spettacoli organizzati sul suolo pubblico rispecchiassero la volontà della maggioranza dei cittadini.

Dott.ssa Chiara Grasso, Dott. Christian Lenzi  – Etologi