PERCHE’ PAGARE LE ENTRATE NEI PARCHI NATURALI?

PERCHE’ PAGARE LE ENTRATE NEI PARCHI NATURALI?

agosto 27, 2018 Non attivi Di Chiara Grasso

Le aree naturali protette, chiamate comunemente anche riserve naturali o oasi naturali, sono delle aree naturali che hanno la funzione di mantenere l’equilibrio ambientale di un determinato luogo, aumentandone o mantenendone la biodiversità. Si tratta di aree naturali caratterizzate da paesaggi eterogenei e abitate da diverse specie di animali e vegetali. Un’oasi naturale è destinata al rifugio, alla riproduzione e alla sosta della fauna selvatica, dove è proibita la caccia – salvo per motivi di controllo delle specie di fauna selvatica in soprannumero.

Quando si viaggia, sopratutto all’estero, ci si trova obbligati a dover pagare un biglietto d’entrata per visitare il parco o l’Oasi Naturale.
Ma perché?

Avete presente le indicazioni che segnalano i percorsi? Le mappe per non perdersi? I progetti di conservazione e ricerca per la tutela dell’ambiente e degli animali? La lotta al bracconaggio?
Avete presente la fauna e la flora che osservate e per cui siete lì?

Ecco. Senza biglietto d’entrata, non ci sarebbero!
Vediamola così: è stato calcolato che l’84% delle entrate economiche dei parchi naturali provengono dall’Eco-Turismo e che questo contribuisce al 66% dei fondi per la conservazione delle 360 specie di mammiferi, volatili e anfibi minacciate.
L’Eco-Turismo contribuisce positivamente sull’impatto ecologico di più di 800 specie, agendo attivamente sulla conservazione degli habitat, della specie e limitando al minimo le attività illegali sull’ambiente e sugli animali.

Le popolazioni locali, inoltre, vengono influenzate in positivo dal ruolo dei turisti che attratti dalla presenza di fauna esotica, finanziano le attività locali, la ristorazione, il commercio e l’artigianato locale.
L’impatto positivo non è solo sulle popolazioni locali e sullo sviluppo economico di queste, ma anche e soprattutto sulla biodiversità di quelle zone e sulla salvaguardia di alcune delle specie minacciate, secondo la IUCN.

Tutto ciò che manda avanti i parchi naturali sono le entrate dei visitatori, i gadget venduti, le donazioni ed i volontari. Insomma, l’ecoturismo. (Leggi il nostro articolo sul turismo sostenibile: www.eticoscienza.it/2018/08/25/ecoturismo-chiaragrasso/)

Oggi nel mondo i parchi nazionali sono più di 7000 (24 quelli italiani con il Gran San Bernardo, il piu’ antico, istituito nel 1922) e nessuno di questi è totalmente finanziato dallo Stato, dalla Provincia, dalla Regione o dal Governo. I finanziamenti arrivano da donazioni di privati, da fondazioni, da progetti Europei come il progetto LIFE e sopratutto dalle entrate dei visitatori.
Immaginiamo, inoltre, che se un parco non avesse un orario, un cancello e un biglietto d’entrata, probabilmente durante le ore meno visitate, sarebbe preso d’assalto da bracconieri, teppisti e incorrerebbe in numerosi rischi.

Grazie ai finanziamenti, è possibile stabilire guardie fisse, controlli, ricerca scientifica, conservazione, monitoraggio degli spostamenti e del numero di individui, gestire e controllare fauna e flora invasiva, mettere in atto progetti di educazione ambientale, progetti di reforestazione, di tutela di specie a rischio e di sostentamento della popolazione locale.

In Africa ad esempio, sono molti i casi i cui i giovani devono scegliere se essere bracconieri o lavorare contro questi.
Se non ci fossero finanziamenti, le popolazioni locali non potrebbero essere pagate e i giovani sceglierebbero la via più facile: quella del bracconaggio e delle azioni illegali, invece che lavorare per il Parco al fine di tutelare ambiente e animali.

Insomma, la prossima volta che ci viene da storcere il naso davanti ad una decina di Euro spesi per entrare in un Parco Naturale, pensiamo a quanto, quei soldi stanno aiutando l’ambiente più di tante donazioni in piazza o petizioni firmate!
La conservazione parte da noi. Scegli di essere un turista responsabile.

Chiara Grasso

Fonti:
*Buckley Ralf C, Morrison Clare, Castley Guy J – Net effects of Ecotourism on Threatened Species Survival – 2016
*Montanari A., Ecoturismo. Principi, metodi e pratiche, Bruno Mondadori, Milano, 2009
*http://www.parks.it/federparchi/rivista/P46/132.html