GLI SPIAGGIAMENTI DI BALENE HANNO AIUTATO GLI ORSI POLARI A SOPRAVVIVERE IN PASSATO, MA POTREBBERO NON BASTARE NEL FUTURO

GLI SPIAGGIAMENTI DI BALENE HANNO AIUTATO GLI ORSI POLARI A SOPRAVVIVERE IN PASSATO, MA POTREBBERO NON BASTARE NEL FUTURO

Ottobre 12, 2018 Off Di Collaborazioni Esterne

In epoche passate gli orsi polari hanno risposto ai cambiamenti del clima nutrendosi di carcasse di balene. Una strategia che oggi non sarebbe sufficiente a garantirne la sopravvivenza.

Articolo di Simone Clemente.

 

 

Un anno fa fecero il giro del mondo le foto di centinaia di orsi polari (Ursus maritimus), intenti a banchettare sulla carcassa di una balena della groenlandia (Balaena mysticetus). I risultati di una recente ricerca, pubblicati il 9 Ottobre 2018 su Frontiers in Ecology and the Environment (rivista dell’Ecological Society of America, ESA), mostrano che questo comportamento non solo non è per niente insolito, ma avrebbe permesso alla specie di sopravvivere ai cambiamenti climatici della storia geologica recente. Un comportamento che sarebbe però inattuabile nel mondo contemporaneo.

 

Gli orsi polari hanno nella predazione delle foche la loro fonte di alimentazione primaria; aggiranodosi sopra i ghiacci alla ricerca di buche di respirazione o cucciolate, hanno bisogno che la banchisa sia intatta per dedicarsi alla caccia. Con la riduzione dei giacchi estivi alcuni orsi si muovo verso la terraferma, dove attenderanno il gelo per iniziare nuova stagione di caccia alle foche.

In questi ambienti sono stati spesso osservati nutrirsi di carcasse di balene arrivate a riva, una ricca fonte di proteine e grassi (che gli orsi bianchi sono straordinariamente in grado di assimilare ed immagazzinare) essenziali per sopravvivere in periodi di assenza o scarsità di prede. In alcuni casi si sono contati tra i 40 e i 60 sessanta esemplari nutrirsi da una singola carcassa, fino al caso limite del 2017, quando una sola baleno sfamò più di 180 orsi polari.

 

Per verificare se le carcasse da sole abbiano potuto -e possano in futuro- sostenere piccole popolazioni durante i cicli di riscaldamento e scioglimento della banchisa, gli autori della ricerca hanno in primo luogo calcolato il blubber (lo strato di grasso sottocutaneo caratteristico dei mammiferi marini) e la carne di balena necessari al sostentamento di una popolazione di mille orsi polari; valutando successivamente sia la densità delle popolazioni di cetacei presenti nelle acque bagnanti le coste di Alaska, USA, e Chukotka, Russia, sia la probabilità statistica che avvenga uno spiaggiamento di un cadavere lungo le coste di queste regioni.

 

 

I dati storici supportano l’ipotesi di un sostentamento delle popolazioni grazie alle loro carcasse in epoche passate, ma la situazione odierna non lascia ben sperare. Le attività umane, siano esse attività offshore o costiere, minacciano la stabilità delle popolazioni sia di orsi che di balene, facendo ritenere che allo stato attuale questa risorsa potrebbe essere fruibile sono da una piccola parte della popolazione mondiale di orsi polari. Assolutamente non sufficiente a fare fronte ai cambiamenti previsti nei prossimi decenni, che porteranno ad avere la prima estate completamente priva di ghiaccio nel 2040.

 

Il rischio ecologico è che a questo tasso di aumento della temperatura e di scioglimento dei ghiacci (si veda anche la recente dichiarazione dell’Intenational Panel on Climate Change, le conseguenze per gli habitat degli orsi bianchi saranno più tragiche di quanto non sia mai stato immaginato. La velocità dei cambiamenti in atto, sostengono gli autori, fa si che ad oggi sia impossibile, basandosi su dati storici, azzardare previsioni realistiche sul futuro di questi ambienti.

 

Concludendo, seppure le carcasse di balena sembrano essere una fonte importante di sostentamento in periodi di crisi, non sarebbero comunque in grado di sostituire le foche come fonte primaria di alimentazione per gli orsi polari in un artico senza ghiacci.  “In troppe regioni”, affermano i ricercatori, “i cambiamenti sono troppo rapidi e le balene troppo poche”.

 

A cura di Simone Clemente

 

Fonti:

Laidre et al., 2018. Historical and potential future importance of large whales as food for polar bears. Frontiers in Ecology and the Environment, doi:10.1002/fee.1963

 

Immagini proposte:

  • Orsi polari in prossimità di una carcassa di balena nei pressi di Kaktovik, Alaska, USA. Autore: USGS, Alaska Science Center, immagine di dominio pubblico. Link diretto.
  • Un orso polare si nutre dalla carcassa di un cetaceo spiaggiato. Autore: Fallows C, Gallagher AJ, Hammerschlag N, licenza Creative Commons Attribution 2.5 Generic. Link diretto.