UCCIDERE PER SPORT E TRADIZIONE: IL MASSACRO DI BALENE E DELFINI NEI MARI DEL NORD

UCCIDERE PER SPORT E TRADIZIONE: IL MASSACRO DI BALENE E DELFINI NEI MARI DEL NORD

Agosto 24, 2018 Off Di Christian Lenzi
Grindadráp, un termine che letteralmente viene tradotto come ”caccia alle balene”. In realtà si tratta di caccia a quasi tutto ciò che passi sotto mano: balene, delfini e chi più ne ha più ne metta. Si tratta di un termine che deriva dal faroese, la lingua ufficiale delle Isole Faroer, un arcipelago a metà tra Islanda e Norvegia. Nonostante l’origine storica del termine, quest’attività riguarda (o, a seconda dei casi, ha riguardato) anche altre Nazioni che si affacciano sulle fredde acque artiche, come l’Islanda.
 
Una tradizione medievale che, stando alle attuali fonti storiche, è stata regolamentata fin dalla fine del 1200 d.C. Qualcosa di medievale, appunto. Una pratica che però continua ad esistere e le leggi attualmente in atto di certo, quando vengono rispettate, non servono a gestire nel migliore dei modi la situazione. Addirittura sembrerebbe che la Commissione Internazionale per la caccia alle balene (insomma, mica una cosa da poco in termini di tutela degli animali…) non approvi questo tipo di attività ”sportiva”.
 
Si tratta di una vera e propria festa per le popolazioni locali: donne e bambini accorrono alle spiagge per assistere allo spettacolo di morte, dove gli uomini si sfidano fino all’ultimo colpo insanguinato. Il mare si colora di rosso mentre centinaia (se non migliaia) di mammiferi marini muoiono senza pietà, dopo un’agonia che il più delle volte dura lunghissimi minuti.
 
Una tradizione nata per scopi alimentari e che ancora oggi continua ad esistere anche se, evidentemente, se ne è persa la necessità.
Ad ogni modo le carni dei poveri animali uccisi vengono poi distribuite tra gli abitanti del posto, oltre ai vari ristoranti e supermercati. Nessun controllo sanitario degli alimenti ed esiste un altissimo rischio di intossicazioni da metalli pesanti (come il mercurio). Poco importa, l’intera popolazione se ne infischia e il Governo pure.
 
Domanda da un milione di dollari: quanto dovremo ancora aspettare per non vedere più scemenze disumane come queste?