RAZZE BRACHICEFALE: Cani che soffocano per i vizi dei loro Umani.

Torniamo a parlare di razze di cani.
Questa volta insieme alle ragioni etiche e morali che dovrebbero spingerci ad adottare un cane dal canile piuttosto che comprarlo, si unisce anche la scienza veterinaria e la salute del cane.
Il mercato dei cani di razza è, purtroppo, troppo spesso orientato alla sola valutazione dei criteri estetici senza tener conto di quelli che riguardano il benessere animale.
Nel Regno Unito ci si sta, infatti, da tempo interrogando se sia da considerare lecito allevare razze che sono state create o esasperate per venire incontro alle richieste del pubblico, in termini di forma e dimensione, come se non si trattasse di esseri viventi ma di complementi di arredo.

Tempo fa ci eravamo occupati della storia di un cavallo (El rey magnum) che, poiché creato “perfetto” sarebbe probabilmente morto soffocato e il ché aveva sollevato un’ondata di indignazione tra veterinari, allevatori e animalisti.(Vai all’articolo di Rey Magnum)
Ora, ci troviamo di fronte allo stesso scempio frutto dell’egoismo Umano, ma invece di un cavallo, sul piatto della bilancia tra il business del mercato dei pet di razza e il benessere animale, troviamo le razze brachicefale (con il muso schiacciato) come il simpatico Carlino, il Boxer, il Bulldog inglese e francese ad esempio.
Razze “costruite” per rievocare nell’Uomo il richiamo Lorenziano del Baby Schema.

Sicuramente carini e simpatici, ma secondo il Kennel Club inglese, una delle maggiori organizzazioni che si occupa di cani e di allevamenti, il 50% dei carlini e dei bulldog inglesi e francesi presenta seri problemi di respirazione, causati della conformazione della scatola cranica, contro una media del 7% che riguarda i cani dolicomorfi o mesomorfi (dal muso più allungato).
La loro conformazione anomala del cranio e le alterazioni delle strutture anatomiche li porta a una ridotta capacità di respirazione, inficiandone la normale fisiologia, rendendoli, inoltre, più propensi a soffrire il caldo rispetto ai cani; a causa di ciò risultano più vulnerabili ai problemi legati al caldo come il colpo di calore oltre all’insufficienza cardiaca.

Queste alterazioni anatomiche sono tipiche e il loro insieme viene denominato Sindrome Brachicefalica o sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori.
L’aria inspirata da questi cani deve passare attraverso spazi ristretti che costringono il cane a uno sforzo inspiratorio aumentato, che porta da una lieve infiammazione delle vie (quando il cane russa) a problemi più importanti come il collasso della laringe, che può causare svenimenti.

Questi cani non esisterebbero se non fossero stati creati dall’Uomo, come tutte le altre razze e qui l’Uomo ha deciso di ristringere la superficie anatomica naturale dell’animale e tutti gli organi si trovano nella metà dello spazio.
Ecco, quindi, che velo palatino, glottide sono tutti ripiegati su sé stessi.
Ben si capisce quindi quanti e quali incroci abbiano dovuto subire i cani da compagnia per diventare sempre più simili a quelli che il mercato voleva, perdendo per strada non solo caratteristiche fisiche ma anche salute e benessere, e questo ne è un esempio.

Per questo motivo, i veterinari del Regno Unito si sono uniti per iniziare a proibire l’allevamento di queste razze, per il benessere e la salute dei cani.
Certo il divieto di allevare cani che per loro caratteristiche fisiche siano costretti a una vita di sofferenze solleverebbe indignazione in allevatori che vivono di questo e seppur rappresenterebbe il modo più sicuro per risolvere il problema, non è facilmente perseguibile a causa di questi.
Se si vietasse una razza in particolare gli allevatori senza scrupoli inizierebbero a allevarne una nuova, incrociando due razze con caratteristiche simili e così via.
Coloro che possono decidere davvero e possono contribuire in modo positivo a questo mercato di cani di razza sono i consumatori, che hanno un ruolo fondamentale nell’imprimere modifiche all’allevamento esasperato di razze canine semplicemente prendendo consapevolezza della sofferenza, facendo così crollare la richiesta e iniziando, ad esempio, ad adottare cani dal canile, decidendo di contribuire alla salvezza di cani che altrimenti sarebbero costretti ad una vita in gabbia solo perché “non di marca“.

Fonti:

Vietare carlini e bulldog sembra l’unica via contro la sofferenza

http://mysocialpet.it/news/salute-e-benessere/cani-le-razze-che-piu-temono-il-caldo

https://www.theguardian.com/world/2017/dec/18/ending-puppy-farms-are-victorias-new-laws-the-right-approach

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Autore

Etologa

Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Università di Torino e specializzazione con una Laurea Magistrale in Evoluzione del Comportamento Animale e dell'Uomo presso l'Università di Torino. Dopo aver svolto uno stage formativo presso il "Bioparc Valencia" (Valencia, Spagna) ed essere stata guida naturalista e ricercatrice presso "Monkeyland Primate Sanctuary" (Plettenberg Bay, Sudafrica), ha ricoperto il ruolo di Wildlife Manager presso "Kids Saving the Rainforest - Wildlife Sanctuary and Rescue Center" (Quepos, Costa Rica). E' stata finalista nazionale del contest di comunicazione scientifica "Famelab 2018", dopo essersi classificata prima nelle selezioni locali di Modena, ed ha partecipato come relatrice a TEDxRovigo 2019 con un talk sul turismo etico con gli animali. Da giugno 2019 è guida escursionistica ambientale e da settembre 2019 è socia della Società Italiana di Etologia e membro della giuria per il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica. Dopo una recente collaborazione nell'ambito dell'educazione ambientale con il Parco fluviale Gesso e Stura, attualmente si occupa di divulgazione scientifica presso l'Associazione ETICOSCIENZA. Ha recentemente concluso la formazione da guida safari in Sudafrica, dove ha ottenuto il certificato di field guide FGASA dal governo sudafricano CATHSETTA e il certificato di Track and Sign da Cybertracker level I.

chiaragrasso.eticoscienza@gmail.com

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