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VITTIME DELL’ARROGANZA: RISPETTARE LE REGOLE SALVA GLI ANIMALI

Articolo a cura di Silvia Missaggia, che ha seguito il nostro corso di formazione in Comunicazione e Divulgazione scientifica.

 

È il 23 settembre 2018. Al Parco Natura Viva di Bussolengo, in provincia di Verona, un’auto entra
nell’area Safari, dove gli animali sono liberi, per proseguire la visita. Il finestrino si abbassa e la
mano di un bambino porge del cibo alle giraffe, azione vietata dal regolamento, che viene fornito ai
visitatori all’entrata. Lo staff richiama subito le persone coinvolte.
L’auto prosegue il giro e raggiunge le pecore del Camerun. Il finestrino si abbassa di nuovo e viene
offerto del cibo agli animali, che circondano la vettura. Questa volta l’auto, quando riparte, colpisce
una delle pecore; senza preoccuparsi, i visitatori continuano ad avanzare ed escono dal parco,
noncuranti dell’animale a terra, sotto gli occhi basiti delle altre persone. L’intervento dei veterinari,
anche se immediato, non ha potuto salvare la pecora, che viene portata via senza vita.

 

Questo è quanto accaduto in un parco che si occupa di tutela e conservazione della vita animale e
vegetale, di ricerca e di educazione. Un moderno giardino zoologico che dalla sua inaugurazione ha
a cuore il benessere di specie minacciate d’estinzione e di animali che non possono essere
reintrodotti in natura, come quelli provenienti da circhi o da zoo gestiti male.
La struttura in questione parte del circuito EAZA (Associazione Europea di Zoo e Acquari),

che lancia ogni anno campagne di conservazione; per questo motivo, il Parco Natura Viva

scambia alcuni animali con altri zoo al fine di mantenere la “qualità genetica” delle specie e favorire la loro salvaguardia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel regolamento sono riportate poche semplici regole di comportamento, per tenere tutti in
sicurezza: una di queste è di non dare cibo agli animali. Le regole non vengono fatte per dispetto,
per infastidire o per gioco; vengono consegnate ai visitatori per motivi ben precisi, ad esempio per
non fare avvicinare troppo gli animali alle vetture e provocare incidenti come quello descritto.
Alimentare animali selvatici, che sia in uno zoo o in natura, è sbagliato per tante ragioni, una di
queste è che il cibo umano può essere dannoso o tossico per gli animali. Nel caso dei parchi, è
compito del personale occuparsi dell’alimentazione delle specie presenti; l’intervento dei visitatori
non è necessario e può portare a conseguenze spiacevoli.

 

Un comportamento simile non ha scusanti, dal non rispetto delle norme all’indifferenza con cui se
ne sono andati lasciando una creatura morente. Le telecamere hanno ripreso la scena e gli altri
visitatori hanno fornito importanti testimonianze sull’accaduto; il personale procederà per vie legali.
Anche se al Parco Natura Viva era la prima volta che accadeva qualcosa di simile, in altri parchi e
zone del mondo si sono già verificati incidenti di questo tipo.
Così, è accaduto che un gorilla di una sottospecie a rischio critico d’estinzione sia stato abbattuto
allo zoo di Cincinnati perché un bambino non controllato dai genitori è caduto nella gabbia, o che
un tricheco dello zoo di Weihai, in Cina, abbia aggredito e ucciso un visitatore che era entrato nel
recinto per scattarsi un selfie con l’animale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche nel caso di animali di privati o di altre strutture è importante rispettare ciò che ci viene
chiesto o negato, soprattutto se non siamo esperti nel comprendere il linguaggio animale. Abbiamo
a che fare con esseri viventi, che hanno un carattere e una serie di esperienze vissute, che a volte
non conosciamo. È importante seguire le indicazioni di persone competenti o dei proprietari;
comportamenti dettati dalla paura, dal dolore o da un approccio sbagliato sono spesso preceduti da
segnali di avvertimento che non sempre siamo in grado di cogliere.
Incidenti come quelli citati sono evitabili seguendo le norme di comportamento. Questa volta,
purtroppo, il risultato di un atteggiamento incivile e arrogante è un animale morto e uno staff triste e
senza parole.

 

Silvia Missaggia

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Autore

Articolo scritto da un nostro associato o un collaboratore esterno dell'Associazione ETICOSCIENZA