DOPO 50 ANNI ADDIO AGLI ANIMALI CLOWN NEI CIRCHI. PER ORA PERO’ LE NOSTRE TASSE ANCORA IN MANO AI CIRCENSI

DOPO 50 ANNI ADDIO AGLI ANIMALI CLOWN NEI CIRCHI. PER ORA PERO’ LE NOSTRE TASSE ANCORA IN MANO AI CIRCENSI

Maggio 21, 2018 Off Di Chiara Grasso
SI RESPIRA LIBERTA’ PER GLI ANIMALI SOTTO AL TENDONE…TEMPO AL TEMPO.

Era dal 1968 che la legge italiana che regolamentava i circhi, non veniva cambiata.
50 anni! I circhi e gli animali sfruttati al loro interno erano regolamentati da leggi di 50 anni fa, quando ancora la minigonna era quasi illegale.
E l’altro ieri, 20 settembre 2017 è stato approvato il disegno di legge che inizia dolcemente a seguire il progresso etico e sociale che si respira nel resto del mondo e d’Europa.
“Graduale superamento degli intrattenimenti con animali nei circhi e nello spettacolo viaggiante”.
Una conquista. Un grande passo avanti, per un’Italia che si rifaceva a leggi del 1968 in tema di benessere animale sotto il tendone. Un grande traguardo!
Certo c’è da dire che il disegno di legge poteva essere ben più drastico, e se non altro poteva o doveva in qualche modo porre un limite temporale a questo “graduale superamento”. (Quando verrà fatto?)
Ma è già qualcosa, e dobbiamo festeggiare, noi che abbiamo al cuore il benessere e il rispetto degli animali selvatici ed esotici.

Quello che altresì è vero, è che però lo Stato continua a finanziare i circhi con milioni e milioni di Euro di tasse di cittadini italiani, invece di contribuire al mantenimento e alla costruzione di strutture zoologiche di conservazione come santuari e CRAS per ospitare gli animali salvati dai circhi o quelli feriti e in difficoltà.
15 milioni di Euro di tasse che finiscono dritti dritti nei botteghini dei circhi con gli animali. 30 milioni di Euro negli ultimi 3 anni!
Contenti sono gli allevatori che “Producono” (passatemi il termine, ma per loro gli animali sono come oggetti da smerciare) tigri e leoni da vendere ai circensi, felici sono i veterinari e gli etologi che lavorano per i circhi e felici sono tutti coloro che campano in qualche modo attraverso i soldi pubblici che lo Stato ogni anno dà ai circhi con animali, invece che destinarli alle strutture che davvero dovrebbero occuparsi del benessere e della salvaguardia di questi.

Questo è il vero problema della legge, questo è il vero problema della questione “Animali nei circhi”. Finché non ci saranno le strutture adatte e numericamente sufficienti ad ospitare i 2000 animali che verrebbero salvati da questa realtà, finché lo Stato preferirà finanziare i circhi invece che i centri di recupero e i santuari, no…non sarà mai possibile che questo cambiamento avvenga in fretta.
Ma le strutture ci sono, in tutta Europa, in tutt’Italia. Ce l’hanno fatta in Messico, in Chile, in Perù, nel nord Europa, in America.
Quelli italiani hanno solo bisogno del sostegno dello Stato, che invece, ancora, preferisce dare i soldi delle nostre tasse a chi fa saltare una tigre in un cerchio di fuoco, facendo passare questo per “Collaborazione amorevole uomo-animale”.
Noi, intanto, comunque, festeggiamo: da 50 anni finalmente gli animali sotto il tendone vedono una luce di speranza, una luce che non si sa quando arriverà, ma in cui si respira la libertà e la dignità dell’essere finalmente un animale selvatico in ogni forma e rispetto.

Chiara Grasso