Orientamento per futuri etologi

«L'etologia, o studio comparato del comportamento, è di facile definizione: consiste nell'applicare al comportamento degli animali e delle persone quei metodi divenuti d'uso corrente e naturale in tutti gli altri campi della biologia dopo Charles Darwin e di formulare gli interrogativi seguendo lo stesso criterio.»
Konrad Lorenz

Le domande più frequenti

L’etologia (dal greco ethos, “costume” o “comportamento”) può essere considerata una specializzazione all’interno della biologia, e in più in particolare della zoologia. E’ una disciplina scientifica moderna, sviluppatasi nella seconda metà del secolo scorso, e ha raggiunto una grande notorietà a partire dal 1973, anno in cui Lorenz, Von Frish e Timbergen vinsero il premio Nobel per i loro studi etologici. In realtà, i temi che coinvolgono l’etologia sono stati trattati a partire da molto tempo prima, almeno fin dai tempi di Aristotele.

Attualmente in Italia la professione dell’etologo non è riconosciuta: non esiste nessun ordine, registro o albo che attesti l’appartenenza a questa categoria lavorativa. Per questo motivo, non esiste un’unica strada da seguire dal punto di vista accademico. Come tutti i mestieri della scienza è necessario avere una buona preparazione nelle discipline scientifiche. In questo senso è consigliato aver frequentato un liceo scientifico; in alternativa, un istituto tecnico nell’ambito scientifico (anche di tipo chimico) può essere una valida alternativa. Successivamente sarà necessario intraprendere un percorso di studi universitario.

E’ consigliato intraprendere un percorso di studi nell’ambito delle scienze biologiche, scienze naturali, scienze ambientali o scienze veterinarie. Dopo la laurea triennale sarò necessario approfondire le tematiche attraverso una laurea magistrale o un master. Ecco alcuni esempi in cui poter effettuare la specializzazione: Università di Torino (laurea magistrale in Evoluzione del Comportamento Animale dell’Uomo), Università di Firenze (laurea magistrale in Biologia del Comportamento), Università di Pisa (Conservazione ed Evoluzione), Università di Parma (laurea magistrale in Ecologia ed Etologia per la Conservazione della Natura), Università di Roma (laurea magistrale in Ecobiologia). In seguito, un dottorato di ricerca può fornire una specializzazione ulteriore e l’acquisizione di strumenti pratici utili nel campo della ricerca e non solo. All’estero esistono buone possibilità di fare dottorati, corsi di formazione e master professionalizzanti: un esempio può essere il master in Etologia Applicata e Biologia Animale di Linkoping (Svezia).

Trattandosi di una disciplina piuttosto giovane e non ancora riconosciuta (in particolare in Italia), l’attività lavorativa è piuttosto variabile. L’etologo può fornire un valido contributo nell’ambito della divulgazione scientifica, può svolgere il ruolo di guida naturalistica in Parchi regionali e nazionali, può essere impiegato nel monitoraggio e nella gestione della fauna (anche urbana), può partecipare a progetti per la didattica e l’educazione ambientale,  può ricoprire cariche dirigenziali in Enti e strutture zoologiche e, in ultimo, può occuparsi di ricerca scientifica. Data l’attuale situazione socio-economica e l’assenza di un riconoscimento professionale, i posti disponibili a livello lavorativo per gli etologi sono piuttosto limitati. Qualche possibilità in più esiste all’estero, soprattutto in Nord Europa e Nord America.

E’ difficile immaginare quali possano essere gli sviluppi futuri nell’ambito dell’etologia. Da un punto di vista professionale sarebbe necessario muoversi per permettere di riconoscere e regolamentare la figura dell’etologo. Questo porterebbe anche ad un aumento dei posti di lavoro nell’ambito dell’etologia. In generale, negli ultimi anni le questioni che riguardano l’etologia (in particolare l’etica collegata alle specie animali) stanno acquisendo un interesse sempre maggiore. Sempre maggiori sono i dibattiti che riguardano l’uso e i consumi degli animali da parte degli esseri umani, le relazioni zoo-antropologiche, l’etica nella sperimentazione animali, la conservazione delle specie e così via. Date le numerose problematiche Uomo-animali, è auspicabile che in futuro l’importanza dell’etologia (e con essa quella dell’etologo) aumenti sempre di più.

Ecco una lista di alcuni libri consigliati per chi si vuole avvicinare all’etologia. Chiaramente, questo non vuole essere un elenco esaustivo, ma vogliamo riportare solo qualche suggerimento.

  • Lorenz: L’anello di Re Salomone; Etologia: Fondamenti e Metodi; E l’uomo incontrò il cane; L’etologia, L’aggressività, Il declino dell’uomo
  • Von Frish: Il linguaggio delle api; L’architettura degli animali
  • Tinbergen: Il comportamento sociale degli animali; Lo studio dell’istinto
  • Manning: Il comportamento animale
  • Eibl-Eibesfeldt: Fondamenti di etologia; Etologia della guerra; Etologia umana
  • Alcock: Etologia
  • Devis: Ecologia e comportamento animale
  • Alleva: Consigli a un giovane etologo; Il tacchino termostatico; La mente animale
  • Mainardi: L’intelligenza degli animali; La città degli animali; Noi e loro; Il mestiere dell’etologo; Dizionario di Etologia; Animali e Uomini
  • De Waal: Siamo così intelligenti da capire l’intelligenza degli animali?; Il bonobo e l’ateo; L’età dell’empatia
  • Bekoff: L’intelligenza morale degli animali; Dalla parte degli animali; La vita emozionale degli animali
  • Pollo : Uomini e Animali – questioni di etica
  • Vitale: Le scimmie si raccontano? Passioni e dubbi dell’etologia
  • Dawkins: Il gene egoista; L’orologiaio cieco; Il fenotipo esteso
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