Il maltrattamento ‘invisibile’ del coniglio da compagnia

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Quando la mancanza di informazioni si traduce in una forma di abuso involontario

Il coniglio domestico (Oryctolagus cuniculus) è il terzo tra gli animali più presenti nelle case italiane, dopo cani e gatti. Una popolarità dovuta in gran parte dalla sua apparenza: è piccolo, silenzioso, tenero, apparentemente facile da gestire. Spesso viene considerato il pet ideale per un bambino, perché “non sporca”, “non disturba” e si trova facilmente, anche a pochi euro, in negozi di animali o fiere.

Ma dietro questa apparente semplicità, si nasconde una realtà ben diversa.

Una gestione troppo spesso sottovalutata

Il coniglio, il più delle volte, viene acquistato o adottato con leggerezza da persone inconsapevoli delle sue esigenze etologiche. Il risultato? Un maltrattamento inconsapevole, dovuto proprio dalla scarsa conoscenza di questo animale e dei suoi bisogni. 

Spesso il coniglio viene tenuto in gabbie piccole, viene alimentato con prodotti processati a base di cereali e semi, viene toelettato, viene lasciato in disparte senza alcuna interazione con suoi conspecifici o con i componenti della famiglia.

Tutte queste sono azioni scorrette che possono portare a problemi comportamentali e di salute, e di conseguenza controlli veterinari spesso non previsti dalla famiglia adottante. 

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Etologia del coniglio: cosa dobbiamo sapere 

L’etologia ci insegna che un coniglio è un animale sociale, che ha bisogno di spazio per muoversi e di compagnia. Essendo un animale strettamente erbivoro, la sua alimentazione si basa su fieno o erba sempre a disposizione, verdure fresche e acqua.

Il coniglio è una preda, e per questo motivo tende a nascondere il dolore o il malessere, per istinto di sopravvivenza. È molto importante saper cogliere i segnali ‘silenziosi’ che ci invia il coniglio e, in caso di malessere, intervenire il prima possibile consultando un veterinario esperto in animali esotici. 

Ecco perché conoscere la sua etologia è fondamentale: significa prevenire sofferenza e garantire una vita dignitosa all’animale.

Alcune cose da sapere prima di prendere un coniglio in casa:

  1. Non è un animale per bambini: nessun animale dovrebbe essere considerato un giocattolo. Ma il coniglio, in particolare, spesso non ama essere preso in braccio o manipolato troppo. Il suo istinto di preda lo rende molto sensibile al contatto fisico forzato. 
  2. Non è meno impegnativo di un cane o un gatto: la gestione di un coniglio richiede tempo, attenzione e risorse economiche. Come qualsiasi altro animale domestico richiede visite veterinarie regolari, e un veterinario esperto in animali esotici. 
  3. Bisogna disporre la casa in sicurezza: il coniglio è un gran rosicchiatore: cavi elettrici, battiscopa, mobili… quando accogliamo un coniglio in casa è essenziale mettere l’ambiente in sicurezza, per evitare danni e preservare la sua salute. Questo non significa però che il coniglio debba stare in gabbia. Ha bisogno di muoversi, saltare e avere i suoi spazi. Una stanza adibita “ a prova di coniglio” o un ampio recinto sono la scelta migliore e prevengono molti problemi comportamentali e di salute. 

Adottare un coniglio con consapevolezza è un gesto d’amore: significa garantirgli una vita serena e ridurre il rischio di abbandono, purtroppo ancora troppo diffuso. Con cura e rispetto, può diventare un compagno affettuoso e speciale.

Articolo di Gaia Napoli, nostra associata che ha seguito il corso in Comunicazione e Divulgazione scientifica

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Autore

Articolo scritto da un nostro associato o un collaboratore esterno dell'Associazione ETICOSCIENZA