CURE PARENTALI NEI PRINCIPALI MAMMIFERI DEL SUDAFRICA

Articolo scritto da Giulia Calonzi, nostra associata che ha seguito il nostro corso di formazione in Comunicazione e Divulgazione scientifica.

 

Spesso quando si parla di maternità si riconduce immediatamente al rapporto madre-figlio negli esseri umani, senza sapere che in realtà, rapporti ben solidi, sono tipici anche di molti altri organismi viventi…

 

-Numerose specie sono in grado di adottare comportamenti straordinari per nutrire, difendere e allevare i propri piccoli, scopriamo quindi quali sono le mamme più premurose nel regno animale, concentrandoci in particolare sulla fauna terrestre del sud Africa.

-Una delle mamme più conosciute nel regno animale è sicuramente l’elefantessa. Il periodo di gestazione dura circa 21 mesi; viene partorito un piccolo che alla nascita pesa circa 120 kg, cieco e dipendente in tutto e per tutto dalla madre. Le femmine partoriscono mediamente ogni quattro anni e il piccolo viene svezzato solo pochi mesi prima della nascita del successivo elefantino. Già dopo solo mezz’ora dalla nascita, il cucciolo di elefante è in grado di reggersi in piedi e per i primi 3 anni rimane sempre vicino alla madre, che lo allatta e lo protegge costantemente. Le cure parentali sono molto lunghe, il piccolo è svezzato al quarto anno di età e raggiunge la maturità sessuale a 14 anni. Una particolarità tipica dell’elefante e abbastanza rara nei mammiferi a quattro zampe è il fatto che la mamma abbia i capezzoli situati all’altezza del petto. L’uso della proboscide viene acquisito soltanto alcune settimane dopo la nascita. Una madre elefante può diventare molto aggressiva, soprattutto se si tratta di difendere il suo cucciolo. Questa, alleva il piccolo con molta cura fino a quando non è pronto per muoversi autonomamente.

-Un’ altro grande mammifero africano di cui vale la pena fare un accenno per via delle sue cure parentali particolarmente marcate, è il ghepardo, un mammifero prettamente solitario e diurno che vive dal deserto alle savane cespugliose sudanesi fino a quelle umide e moderatamente alberate. La gestazione dura 3 mesi e di solito vengono partoriti 2-3 piccoli; la stagione della nascita varia da dicembre a gennaio in sud Africa, marzo-dicembre in Africa orientale. L’allevamento dei piccoli è compito esclusivo della femmina. Quando questa va a caccia nel tentativo di catturare la preda, cerca sempre di non perdere di vista il punto in cui ha lasciato i cuccioli, non allontanandosi mai. Interessante è osservare come, l’atteggiamento della madre durante la caccia vari notevolmente a seconda dell’età dei suoi cuccioli, infatti, se questi sono molto piccoli, dopo il pasto la madre torna presto indietro, altrimenti chiama a partecipare al pasto con un verso caratteristico, un latrato molto acuto e inconfondibile. Questo accade verso i 4 mesi di età, quando incomincia lo svezzamento. Fra i 4 e 7 mesi di età i cuccioli praticano il gioco; invece verso i 7 mesi incominciano a seguire la madre nella caccia e ovviamente in questo periodo l’apprendimento delle tecniche di caccia è molto intenso. La madre inizialmente uccide le prede e lascia che i cuccioli se ne nutrano; in un secondo tempo ferisce le prede e permette ai cuccioli di finirle; infine, si limita a tagliare la strada alle prede (generalmente i neonati di gazzella) per facilitarne la cattura ai cuccioli. Questo metodo educativo “a gradi” permette ai giovani ghepardi di soli 10 mesi di età di essere in grado di cacciare da soli, a poco più di un anno sono pienamente sviluppati e a un anno e mezzo sono totalmente liberi di vagare da soli e indipendenti dalla loro madre che rientrerà in estro nel secondo anno di vita dei suoi piccoli. Questi adottano delle vere e proprie tecniche di protezione relative soprattutto al loro aspetto, infatti fino a circa 3 mesi sono coperti di peli più scuri, che ricordano i tassi. Sfruttando la pilo-erezione, possono essere confusi da iene, leoni e sciacalli per tassi e quindi questo disincentiva il possibile attacco dei predatori mentre i piccoli sono soli.

cure parentali

-Quando si parla di cure parentali, soprattutto materne, non si possono non citare i primati, in particolare nelle prime settimane o mesi di sviluppo. I piccoli, a parte rare eccezioni, vengono trasportati quasi sempre dalle madri ancorati alla loro pelliccia. Le madri allattano i piccoli su richiesta, ovvero è il piccolo che decide quando nutrirsi. Il periodo di allattamento di solito è abbastanza lungo, infatti il latte comporta una crescita molto lenta, perché è composto soprattutto da zuccheri ed è invece molto povero di grassi e proteine. Si osservano due tipi di interazione madre-figlio nelle proscimmie: costruzione del nido e baby-parking.

-Prendendo come esempio i Babbuini, questi, essendo animali molto sociali vivono in branchi molto numerosi di 10-80 esemplari, anche se in zone aride e semi desertiche si possono incontrare concentrazioni fino a 500 individui. Anche se di notte dormono in gruppo, di giorno si dividono in unità, nelle quali in caso di pericolo, i piccoli sono portati in luoghi sicuri come alberi o rocce, mentre i vecchi maschi accorrono e affrontano con potenti canini il nemico (fino alle dimensioni di un leopardo). Il periodo di gestazione dura 173-193 giorni e generalmente viene partorito un solo cucciolo, raramente due.

-Un primate molto comune in Africa è il Cercopiteco Roloway. Vive in gruppi territoriali composti da un solo maschio e molte femmine con i loro piccoli. La gestazione dei cercopitechi è di 5-6 mesi al termine di quali la mamma mette al mondo un singolo cucciolo che immediatamente si attacca al suo pelo. Le cure parentali sono molto durature, persino fino ai due anni.

-Occupandoci invece di mammiferi più piccoli, non si possono non nominare i Suricati, ovvero manguste appartenenti alla famiglia degli Erpestidi, dalla sofisticata organizzazione sociale; questi gruppi coinvolgono dai 10-30 individui, formati da 1-3 femmine in calore, fino a quattro maschi adulti, una dozzina di giovani adulti e diversi piccoli. La gestazione dura circa 3 mesi e in questo periodo la futura mamma prepara la tana per il parto. I cuccioli sono generalmente 4 per ogni parto e alla loro nascita sono completamente ciechi e si nutrono del latte materno per 2 mesi. La mamma suricato è aggressiva e molto protettiva; è interessante osservare come, quando deve necessariamente allontanarsi dalla tana per procacciare il cibo, essa affidi il controllo dei piccoli a un altro fidato membro del gruppo che avrà il compito di tutelarli.

-Le cure parentali possono essere molto diversificate, variando da specie in specie per intensità e tempistiche, questi comportamenti sono stati studiati soprattutto nei mammiferi, ma in realtà sono comuni persino in uccelli, altri vertebrati e invertebrati, alcune prevedono la semplice ricerca di cibo e protezione, altre prevedono affetto ed insegnamenti veri e propri e senza di essi, la prole non avrebbe modo di svilupparsi e di crescere.

Molte volte con il nostro antropocentrismo siamo convinti che la nostra specie sia l’unica in grado di provare emozioni e invece non ci rendiamo conto di quanto gli animali siano simili a noi, molto più di quel che immaginiamo.

 

Giulia Calonzi

 

Fonti

Bibliografia:

Libro  “il comportamento animale”, Marian Dawkins.

Libro “i grandi mammiferi africani”, Giovanni G. Bellani.( Mondadori)

Sitografia: 

Microsoft encarta, sezione Africa.

Videoenciclopedia Armando Curcio editore “la savana africana”

Safariravenna.it

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Autore

Articolo scritto da un associato o un collaboratore esterno dell'Associazione ETICOSCIENZA

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