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FALSI EROI DELLA CONSERVAZIONE, DA NON IDEALIZZARE

FALSI EROI DELLA CONSERVAZIONE, DA NON IDEALIZZARE

KEVIN RICHARDSON, EDUARDO SERIO, DEAN SCHNEIDER, KODY ANTLE, REAL TARZAN: perché non andrebbero ammirati da chi ha davvero a cuore la conservazione.

Tanti di voi ci chiedono cosa ne pensiamo di questi “paladini della conservazione” che spopolano sui social per le loro foto e i loro video virali a contatto con animali pericolosi. Famosi, ahinoi, per le loro foto abbracciati con leoni, tigri, iene, pantere, giaguari, scimmie, coccodrilli, leopardi e chi più ne ha più ne metta. I loro profili Instagram e Facebook scoppiano di “like” e più che conservazionisti sembrano modelli che posano in compagnia di animali esotici. Ragazzini, e non solo, di tutto il mondo invidiano la vita di questi influencer, per il loro “lavoro” a contatto con questi animali, senza comprendere davvero cosa si cela dietro queste interazioni con i grandi felini.
La domanda che dovremmo farci è semplicemente una: se davvero lottano contro i bracconieri e dedicano la loro vita per la salvaguardia di animali a rischio, perché dovrebbero spettacolizzare gli animali che avrebbero teoricamente salvato?

E come Richardson, Tarzan, Eduardo Serio di Black Jaguar White Tiger e Dean Schneider purtroppo ce ne sono molti altri in tutti il mondo, tra cui anche donne come Lisa Kytosaho (la famosa ragazza con il ghepardo).
Alcuni di questi, gli animali li tengono nel giardino di casa, altri hanno intere riserve in cui possono far entrare turisti, altri hanno “santuari” che purtroppo pare siano in realtà, luoghi dove centinaia di animali vengono allevati e fatti riprodurre. 
In molte di queste strutture, loro stessi e VIP di Hollywood possono farsi fotografare con cuccioli di tigrotti sulla spalla, abbracciando leoncini col biberon e giocherellando con iene e scimpanzé ormai privati di ogni dignità. Milioni di dollari vengono donati ogni anno dai “fan” che credono di contribuire alla conservazione dei grandi felini e di specie a rischio senza sapere che in realtà stanno contribuendo in alcuni casi ad un vero e proprio abuso, mascherato da ‘centro di recupero’.

kevinrichardson

 

Se un animale selvatico è stato davvero salvato dal bracconaggio o recuperato da cucciolo perché orfano, deve comunque essere rispettato nella dignità e nella sua etologia specie-specifica che non include in alcun modo l’interazione con l’essere umano.
A volte basta davvero solo ragionare: un leone “sano” e non rotto dal contatto con l’Uomo, se libero in natura e senza ricatto alimentare, interagirebbe con noi? Si farebbe abbracciare, baciare e coccolare? Chiaramente no. Questo ci dimostra quanto  le interazioni con l’essere umano siano innaturali e insane per l’animale selvatico, che continua ad essere selvatico a livello genetico e biologico e continua ad avere gli stessi bisogni etologici di un suo conspecifico libero in natura, ma che non potrà mai soddisfare. 
Siamo sicuri che questi padroni trattino con cura e amore gli animali, che probabilmente non soffriranno nemmeno più per questa cattività immotivata, per queste interazioni snaturalizzanti e quasi sicuramente non sanno di aver abbandonato la loro natura per essere diventati peluches acchiappalike. Peccato però che un animale selvatico non ha bisogno di amore (nella nostra concezione di amore, con abbracci, baci e coccole nel letto). Un animale selvatico avrebbe solo bisogno di essere rispettato nella sua selvaticità, amato e tutelato da animale selvatico e non solo se diventa un gattino da coccolare.

Leggi il nostro articolo sul perché è sbagliato interagire con gli animali selvatici: https://www.eticoscienza.it/2018/10/18/perche-e-sbagliato-interagire-con-gli-animali-selvatici/

hands off wildlife

 

Non c’è niente di positivo nei video e nelle foto a stretto contatto con questi poveri animali umanizzati. Nessun intento di sensibilizzare sulla conservazione e sul pericolo di bracconaggio di queste specie, nessuna informazione biologica, nessun progetto di educazione. Quello che purtroppo passa è un messaggio sbagliato che incoraggia  il traffico illegale di specie a rischio. Gli stessi David Attenborough, Jane Goodall e diversi studi scientifici hanno dichiarato che questo tipo di foto e video sono profondamente sbagliati e pericolosi per l’idea comune che le persone tendono ad avere degli animali selvatici. In questi video, gli animali vengono spacciati per “peluche” e pet, e involontariamente, ne viene incoraggiata la detenzione, non divulgando giuste informazioni sull’etologia e la biologia delle specie, spesso facendo passare un messaggio controproducente che sottostima il pericolo di estinzione. Questi “personaggi” rischiano, quindi, di mandare all’aria gli sforzi di divulgazione ed educazione che da decenni la comunità scientifica cerca di far comprendere alle grandi masse.

Leggi il nostro articolo sugli effetti indesiderati della condivisione di video a stretto contatto con i selvatici: https://www.eticoscienza.it/2018/10/18/divulgare-immagini-di-selvatici-come-fossero-domestici-ecco-cosa-non-si-sa/
 

real tarzan

 

E questi personaggi non solo sono diseducativi e pericolosi per la vera conservazione, ma sono anche finti eroi, compiendo spesso atti illegali che sui social ricoprono di bugie. Basta fare un giro su Google inserendo i loro nomi e la parola “abuse” o “cruelty” per trovare decine e decine di articoli da tutto il mondo che li smascherano.
Secondo le inchieste e le ricerche di Captive Wildlife Watchdog il personaggio Real Tarzan, ad esempio, ha caricato molti video in cui teoricamente, lui stesso avrebbe salvato dei rinoceronti dal bracconaggio in Sudafrica. Peccato che quegli stessi rinoceronti in realtà fossero stati allevati come vacche in una vera e propria fattoria e pare che i loro proprietari ora stiano lottando per eliminare il ban nella vendita di corni di rinoceronte. Real Tarzan è stato recentemente arrestato, inoltre, per furto e scasso.

dean schneider

 

Sempre secondo le ricerche di CWW, Schneider aveva dichiarato di aver rilasciato in Natura dei leoni che aveva salvato. Documentava tutto con video in cui mostrava questi leoni finalmente liberi. Tempo dopo è stato scoperto che quei leoni in realtà si trovavano in uno zoo e non sono mai stati rilasciati. Lo stesso Schneider, stando alle inchieste, aveva teoricamente salvato un cucciolo di lupo (timber wolf) con cui aveva iniziato a giocherellare e con cui si faceva filmare e fotografare. Il cucciolo è morto poco dopo, ucciso dal parvo virus, a causa dell’interazione con l’Uomo perché lui stesso non l’aveva fatto mai vaccinare e qualcosa di simile è successa con tantissime altre scimmiette che lui dichiarava di aver salvato e che in realtà morivano poco dopo i famosi selfie con il pannolino e biberon. Il 20 febbraio 2019, è stato smascherato per maltrattamento animale dal fondatore di Gabo Wildlife Foundation, dopo un video in cui prende a pugni uno dei suoi leoni.

kevin richardson

 

Kevin Richardson continua a far passeggiate con i leoni che teoricamente avrebbe salvato, promuovendo un turismo non sostenibile che supporta l’abuso di migliaia di leoni ogni anno nei falsi santuari. La gente, infatti, ammirando ed emulando Richardson continua ad andare nei santuari africani dove è possibile interagire con i leoni allevati, proprio perché lui nelle sue foto ostenta e promuove quest’interazione malsana. Non mettiamo in dubbio che magari, a differenza degli altri, Richardson probabilmente faccia davvero conservazione e che le donazioni vengano effettivamente destinate a giuste cause, ma allora, per coerenza, dovrebbe smetterla di promuovere e legittimare l’interazione con i grandi felini, attraverso le sue famose foto, anche perché, se davvero sono stati salvati come dice e se davvero ha a cuore il loro benessere e la conservazione, quale sarebbe il pro di continuare ad interagire con loro? Gli animali selvatici non hanno bisogno di carezze e baci: quella è una nostra necessità! Pochi anni fa, tra l’altro, una donna è stata uccisa, sbranata da uno dei leoni di Richardson durante una delle famose passeggiate “innocue”. La stessa importante e famosa associazione Big Cat Rescue, come anche National Geographic, da anni continua a combattere Richardson per il suo inadeguato approccio ai leoni, molti dei quali, stando alle inchieste della CWW, compra da finti santuari smascherati dall’associazione Blood Lion per abuso e sfruttamento animale, denunciati per essere parte dei santuari che partecipano alla canned hunt (cuccioli di leone che vengono allevati a mano per essere poi uccisi durante la caccia al trofeo).

black jaguar white tiger

Serio, detto “Eddie” è forse colui che gode della “peggior” fama, stando alle numerose inchieste e alle ricerche di varie associazioni tra cui 911AnimalAbuse, tra cui anche privati che lo hanno denunciato negli anni per maltrattamento, furto e abuso animale e fatto partire petizioni contro di lui. Ospita più di 400 felini in pochi ettari, di cui moltissimi cuccioli (che chissà da dove nascono visto che lui afferma di non far riprodurre i suoi animali), cuccioli che usa come cornice per selfie e che non verranno mai rilasciati in natura perché chiaramente imprintati e abituati sull’Uomo, e nonostante questo, sono incalcolabili i dollari che riceve dalle donazioni e dalle collaborazioni.  Vip di Hollywood fanno la fila per potersi fotografare con i piccoli tigrotti in braccio, che poi vengono rimessi in gabbie miste senza rispettare le differenze di specie e facendo interagire tra di loro anche animali che in natura non condividono lo stesso habitat, come tigri, leoni, pantere.

kody antle

Ma di cosa vivono questi personaggi e cosa ci guadagnano a mostrare i loro animali a contatto con loro, se la maggior parte dei loro parchi non sono nemmeno visitabili? Sono influencer. Vivono e guadagnano anche da influencer: pubblicità, donazioni, fama. Che poi, per poter tenere elefanti, tigri, leoni, scimpanzé e leopardi nel “giardino” di casa, forse non hanno tutte queste preoccupazioni ad arrivare alla fine del mese.

Insomma, un bel ufficio marketing, ottimi i social media manager ma di conservazione e vero amore per gli animali dietro a questi personaggi, purtroppo c’è ben poco e noi che abbiamo a cuore davvero il benessere animale non dovremmo mai credere che ‘eroi’ del genere possano davvero educare le masse, sensibilizzare, salvare o recuperare animali a rischio. 

real tarzan

Ricordatevi che chi davvero salva gli animali, questi li vuole vedere liberi nel loro habitat, liberi di comportarsi come animali selvatici e non come gattini, Chi ha a cuore la salvaguardia animale vuole educare sui giusti comportamenti, non legittimare detenzioni spesso illegali di animali a rischio di estinzione e chi si occupa davvero di conservazione non ha motivo, né tempo, né ragioni economiche ed etiche per spettacolizzare gli animali e utilizzarli come cornice per i loro selfie.
Chi davvero ama gli animali li vuole vedere appartenere alla Natura e non li vuole fare suoi per il proprio Ego. 

Abbiate senso critico e non fidatevi di chi si vende bene.

Articolo di Chiara Grasso

*Tutte le foto presenti in questo articolo sono state scaricate dai motori di ricerca e sono state utilizzate esclusivamente per scopi informativi e divulgativi.

Chiara Grasso

<strong>Etologa</strong> Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Università di Torino e specializzazione con una Laurea Magistrale in Evoluzione del Comportamento Animale e dell'Uomo presso l'Università di Torino. Dopo aver svolto uno stage formativo presso il "Bioparc Valencia" (Valencia, Spagna) ed essere stata guida naturalista e ricercatrice presso "Monkeyland Primate Sanctuary" (Plettenberg Bay, Sudafrica), ha ricoperto il ruolo di Wildlife Manager presso "Kids Saving the Rainforest - Wildlife Sanctuary and Rescue Center" (Quepos, Costa Rica). E' stata finalista nazionale del contest di comunicazione scientifica "Famelab 2018", dopo essersi classificata prima nelle selezioni locali di Modena, ed ha partecipato come relatrice a TEDxRovigo 2019 con un talk sul turismo etico con gli animali. Da giugno 2019 è guida escursionistica ambientale e da settembre 2019 è socia della Società Italiana di Etologia e membro della giuria per il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica. Dopo una recente collaborazione nell'ambito dell'educazione ambientale con il Parco fluviale Gesso e Stura, attualmente si occupa di divulgazione scientifica presso l'Associazione ETICOSCIENZA. Ha recentemente concluso la formazione da guida safari in Sudafrica, dove ha ottenuto il certificato di field guide FGASA dal governo sudafricano CATHSETTA e il certificato di Track and Sign da Cybertracker level I. chiaragrasso.eticoscienza@gmail.com

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