RATTI NEL MONDO… UN MONDO DI RATTI!

RATTI NEL MONDO… UN MONDO DI RATTI!

18 Dicembre, 2018 Off Di Collaborazioni Esterne

Articolo di Nicole Santi, che ha frequentato e superato il corso di comunicazione e divulgazione scientifica, offerto da ETICOSCIENZA.

I ratti appartengono all’ordine dei roditori (Rodentia), il quale risulta essere l’ordine più grande in termini di numero di specie all’interno dei mammiferi. Originari delle zone euroasiatica e orientale sono diventati cosmopoliti grazie alla relazione di tipo commensale instaurata con l’Uomo. Un’interazione simbiotica tra due esseri viventi di specie diverse è definita commensale quanto questa non è obbligatoria (quindi l’esistenza di una specie non è dipendente dall’altra) e solamente una delle due specie ne tra beneficio. Il ratto fa parte della nostra cultura e società fin dai tempi antichi proprio grazie a questa sua capacità adattativa estremamente plastica, riesce quindi a sfruttare l’ambiente antropico per soddisfare i suoi bisogni biologici, questo senza arrecare danni diretti all’essere umano.

La percezione del ratto

Il ratto è uno degli animali domestici la cui percezione è estremamente controversa: o lo si ama, tanto da volerlo come animale domestico, o lo si odia, tanto da volerlo razziare con veleni e pesticidi.  Nella cultura orientale è un animale che ha sempre assunto una valenza estremamente positiva. La tradizione cinese pone come primo segno zodiacale proprio il ratto, conferendogli qualità come creatività, onestà, ambizione e generosità. Per gli induisti invece il ratto sarebbe la reincarnazione dei Saduh, i santi della religione induista, e per questo meritano una devozione assoluta. Il tempio indiano Karni Mata (India) ospita più di 20’000 ratti, adorati e sacralizzati dalla popolazione locale proprio in quanto simbolo religioso e divino.Risultati immagini per sadhu karni mata

 

La cultura occidentale invece, purtroppo, non riserva per questo animale così tanta adorazione. Oltre ad essere molto spesso associato ad elementi negativi come sporcizia o malattia, viene da molti considerato come un animale inferiore. Probabilmente questo accostamento negativo risale al Medioevo, periodo in cui la peste nera ha sterminato un terzo della popolazione europea e i responsabili di tale epidemia si pensava fossero proprio i ratti. In realtà un gruppo di ricercatori ha pubblicato pochi mesi fa uno studio inerente le modalità di diffusione della peste e giungono alla conclusione che molto probabilmente l’epidemia non è stata veicolata dai ratti ma dalle pulci. Sostanzialmente sono stati sviluppati due modelli matematici, uno che prevede il ratto come vettore della malattia (interazione ratto-pulce e indirettamente uomo) e un altro che prevede invece la pulce come portatore principale del batterio (interazione pulce-uomo). È risultato che 7 epidemie su 9 rispecchiano il secondo modello presentato, assolvendo così i ratti dall’essere responsabili di tale epidemia.
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Il ruolo dei ratti nella società odierna

Il ratto possiede delle caratteristiche biologiche che lo rendono particolarmente interessante nel mondo scientifico, tanto da assumere la valenza di specie – modello. Di piccole dimensioni, con una grande capacità riproduttiva e un ciclo generazionale molto breve inizialmente venne utilizzato principalmente nel settore della sperimentazione farmacologica e cosmetica, pratica che purtroppo è ancora necessaria oggigiorno. Multi furono anche gli studi legati alla cognitività e alle modalità di apprendimento nel mondo animale e tra i numerosissimi esperimenti realizzati con i ratti il più famoso è sicuramente la Skinner box, esperimento che spiega perfettamente il meccanismo del condizionamento operante, individuato e studiato dal comportamentista B. F. Skinner.

Tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70 si comincia a prendere una reale coscienza nei confronti del benessere animale ed è proprio in questo periodo che comincia la lenta strada verso la liberazione di alcune ideologie legate anche ai ratti. Aumenta la coscienza etologica nei confronti di questi animali ed etologi e comportamentisti cominciano ad interessarsi ai loro bisogni biologici ed etologici. Si scopre così che i ratti sono animali sociali con una grandissima capacità cognitiva, imparano molto velocemente e sono estremamente sensibili all’ambiente che li circonda. Alcuni etologi hanno studiato in particolar modo i 5 sensi dei ratti e hanno scoperto che l’olfatto è estremamente sviluppato: circa l’1% del DNA del ratto infatti ha la funzione di recepire e codificare odori nell’ambiente. L’olfatto è così sviluppato proprio perché attraverso questo senso i ratti comunicano tra loro. Le secrezioni come ad esempio l’urina contengono moltissime informazioni legate all’individuo come ad esempio sesso, stato sociale, riconoscimento individuale e livello di stress.

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Nel 1997 nasce APOPO, un progetto lanciato da Bart Weetjens. In Africa una delle più grandi barriere che blocca lo sviluppo delle comunità è legato alla presenza di immensi campi minati, residui lasciati dalle guerre conflittuali avvenute in passato. La presenza di mine blocca lo sviluppo agricolo e sociale della popolazione locale e i sistemi tradizionali di bonifica dei terreni sono estremamente costosi e richiedono molto tempo. APOPO ha avuto una brillante idea: ha sviluppato un protocollo per addestrare i ratti a riconoscere e segnalare le molecole di TNT (esplosivo presente nelle mine). I ratti infatti hanno un olfatto che permette loro, se addestrati, di individuare le mine senza farle detonare visto il loro peso molto leggero. L’elaborazione del protocollo è stata fatta utilizzando Norvegian hooded lab rat (Rattus norvegicus) e in seguito sono stati formati e utilizzati tutt’ora i ratti giganti del Gambia (Cricetomys gambianus), questo perché animali più longevi e originari dell’Africa. Con i tradizionali metal detector ci vogliono circa 4 giorni per bonificare un’area grande quanto un campo da tennis, i ratti africani ci mettono circa 30 minuti e danno risultati molto più affidabili.

È evidente quindi che il loro impiego è fondamentale per poter permettere alle popolazioni locali un ritorno alle proprie terre e una conseguente ripresa agricola ed economica. Fino ad ora i ratti di APOPO hanno permesso di detonare 107’836 mine, hanno bonificato 23’266’705 m2 di aree rurali e hanno permesso a 953’338 persone di tornare alle loro attività agricole senza la paura di esplosioni o incidenti.

 

È nel 2002 che APOPO realizza che i ratti potrebbero essere un grandissimo aiuto nella risoluzione di un altro grande problema umanitario in Africa: la tubercolosi (TB). La tubercolosi è una delle malattie infettive più diffuse a livello mondiale, con oltre 10 milioni di nuovi casi ogni anno circa 1.6 persone muoiono a causa della contrazione della malattia. In Africa si stima che solamente la metà dei pazienti con TB attiva vengano diagnosticati, questo a causa del difficile accesso alle strutture ospedaliere e alla scarsa velocità dei metodi diagnostici disponibili.
La TB è curabile con dei trattamenti relativamente semplici ed accessibili ma il grande problema è diagnosticare la malattia per tempo. APOPO ha formato diversi ratti africani proprio nel riconoscere e segnalare l’eventuale presenza della molecola di TB nei campioni prelevati dai pazienti. APOPO collabora con gli ospedali africani e si occupa di ritestare i campioni analizzati con metodi tradizionali, che spesso danno risultati negativi quando in realtà la molecola è presente, inoltre analizzano campioni di pazienti che si indirizzano direttamente ad APOPO e gli eventuali test positivi vengono recapitatati alle strutture ospedaliere. La velocità dei ratti nell’individuare i campioni TB positivi è un fattore cruciale nel ridurre i costi per la popolazione e soprattutto per poter fornire nel minor tempo possibile il trattamento al paziente affetto, riducendo così in primo luogo il rischio di morte e secondariamente il rischio di contagio. Fino ad ora i campioni analizzati dai ratti sono 517’893, tra questi 14’646 sono campioni di pazienti diagnosticati erroneamente come negativi dalle strutture ospedaliere tradizionali e altri 110’475 sono campioni individuati come positivi direttamente dai ratti.

 

APOPO continua la sua ricerca in ambito biologico e scientifico e nel 2016 ha lanciato un progetto sperimentale in collaborazione con Endangered Wildlife Trust (Sud Africa). I pangolini sono i mammiferi più trafficati illegalmente a livello mondiale e le specie africane si trovano attualmente ad un elevatissimo rischio di estinzione. L’idea è quella di insegnare ai ratti africani a riconoscere alcune molecole caratteristiche dei pangolini ed addestrarli così nella detection di questi animali così minacciati. La collaborazione prevedere anche l’addestramento di alcuni ratti nel riconoscimento di alcuni legni pregiati africani come ad esempio l’ebano. In questo modo è possibile smascherare in modo molto più efficiente e sistematico il commercio illegale di prodotti di origine biologica.

In conclusione…

I ratti sono tra i mammiferi più cognitivi, intelligenti, interattivi e sociali. La loro capacità adattativa estremamente sviluppata e la loro propensione al contatto umano li rendono animali potenzialmente estremamente utili alla nostra società: come animali domestici, come supporto terapeutico per le persone autistiche o con difficoltà nella gestione delle relazioni interpersonali o come strumento per la risoluzione di alcuni problemi umanitari e conseguentemente il miglioramento delle qualità di vita di moltissime persone nei paesi in via di sviluppo. I tradizionalismi, le credenze e le leggende non potranno mai rendere giustizia al vero animale che è il ratto e proprio per questo è di fondamentale importanza studiare, informare ed educare riguardo la vera natura di questo fantastico animaletto!

Bibliografia e sitografia

  • R. Dean et al., Human ectoparasites and the spread of plague in Europe during the Second Pandemic; pubblicato da Proceedings of the National Academy of Sciences of the USA (PNAS), febbraio 2018
  • F. Mgode et al., Pediatric tubercolosis detection using trained african giant pouched rats, pubblicato da Nature, aprile 2018
  • Mulder et al., Accuracy of giant african pouched rats for diagnosing tubercolosis: comparision with culture and Xpert MTB/RIF, pubblicato da PubMed, novembre 2017
  • https://www.dw.com/en/rats-dangerous-vermin-or-useful-members-of-society/a-19161314
  • https://www.apopo.org/en
  • https://lincolnanimalambassadors.wordpress.com/2017/09/07/guest-post-rats-as-therapy-pets/
  • http://www.ratbehavior.org/
  • http://www.nationalgeographic.it/scienza/medicina/2018/01/17/news/studio_scagiona_i_topi_dall_aver_diffuso_la_peste_nera-3822911/
  • https://www.ewt.org.za/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Rodentia
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Rattus

 

Fonti immagini

  1. Copertina: Alessandro Simonetta
  2. https://www.google.com/search?sa=G&hl=it-CH&q=Mina+terrestre&tbm=isch&tbs=simg:CAQSlwEJEmoa7VNxefMaiwELEKjU2AQaBAgVCAIMCxCwjKcIGmIKYAgDEiimFacVuBX-Cv4d1xXVCqUVwRXkF9Q-1iniKfQ58DmWONM-1CvVK5c4GjAQENgCw1JhWBbWm7ZjpUk3k_1r5e5bXX0c1_1Yls4ZzXeCiEzBN6Xb71QJVtCUOAH5QgBAwLEI6u_1ggaCgoICAESBCNqfYkM&ved=0ahUKEwivx4KhpqffAhXt4IUKHd3hA_gQwg4IKigA&biw=1366&bih=577#imgrc=IdH95Im-2J6MFM:
  3. https://www.google.com/url?sa=i&source=images&cd=&ved=2ahUKEwi-m7O4pqffAhXvx4UKHXCsD0kQjRx6BAgBEAU&url=https%3A%2F%2Fwww.focus.de%2Fwissen%2Fnatur%2Ftiere-und-pflanzen%2Fratten-im-einsatz-in-katastrophengebieten_did_44956.html&psig=AOvVaw1dZMP9SMg-_iQ1CWn7pCjb&ust=1545151068887272
  4. Alessandro Simonetta

A cura di Nicole Santi