LA SOCIALIZZAZIONE NEL CANE

Collaborazione Esterna di: Nicole Sara Santi che ha frequentato e superato positivamente il corso di Divulgazione e Comunicazione scientifica di ETICOSCIENZA.

“Socializzazione”, un termine abusato in cinofilia. Ma che cosa è veramente? Vediamo quanto dice la scienza!

Il cane (Canis lupus familiaris), come qualsiasi altra specie animale, segue durante tutto l’arco della sua vita un processo di sviluppo: l’ontogenesi, ovvero la maturazione dell’animale dal momento del concepimento fino allo stadio d’individuo completo. L’ontogenesi è stata studiata a fondo anche nel mondo dei cani e, attraverso studi scientifici, è stato possibile suddividere questo processo in diverse fasi. Queste fasi avvengono in precisi momenti della vita del cane e presentano diverse caratteristiche peculiari. Scegliere di vivere con un cane significa anche conoscere gli aspetti legati al suo sviluppo biologico e all’ontogenesi. Sapere quali sono le principali caratteristiche delle diverse fasi di vita e conoscere i cambiamenti sia fisici che psicologici che avvengono durante il processo di crescita è di fondamentale importanza per poter convivere serenamente e comprendere al meglio il comportamento del cane.

Le principali fasi che suddividono la vita del cane sono:

  • Prenatale
  • Neonatale, transizionale, sensibile (nel gergo comune definiamo il cane durante queste fasi come “cucciolo”)
  • Giovanile (comunemente definito “cucciolone”)
  • Puberale, maturazione (il cosiddetto “periodo adolescenziale”)
  • Adulto
  • Anziano

Ognuno di questi intervalli è, come detto, caratterizzato da peculiarità specifiche e il passaggio da un periodo a quello successivo viene definito in funzione di cambiamenti di tipo biologico o psicologico.

Nei primissimi giorni di vita, stiamo parlando della fase neonatale, il cane si trova in una situazione di semi – passività in quanto ancora molto vulnerabile. Verso le 2 – 3 settimane si verifica uno sviluppo biologico: l’apertura degli occhi e dei canali uditivi e la maturazione del sistema nervoso centrale. Questi processi permettono al cucciolo di iniziare ad esplorare il mondo esterno interagendo con la mamma e gli altri membri della cucciolata. Avviene quindi un primo sviluppo delle competenze comunicative e sociali. Alla fine della terza settimana l’individuo è in grado di percepire gli stimoli che lo circondano e rispondere di conseguenza. Questa breve fase è chiamata periodo transizionale: il cucciolo passa da uno stato inerme e vulnerabile ad uno caratterizzato da relazioni ed interazioni entrando nella fase di esplorazione.

Dalla 3° alla 11° settimana ci troviamo nel periodo sensibile. In questa fase il cucciolo ha la possibilità di rafforzare le interazioni, dapprima con la madre e in seguito con i propri fratelli. Un buon rapporto con la propria madre permette all’individuo di condurre un’esistenza serena ed armoniosa e grazie alle interazioni con i fratellini vengono sviluppate le capacità comunicative e le regole sociali che verranno poi riutilizzate durante tutto l’arco della vita, come ad esempio l’inibizione al morso e lo sviluppo degli autocontrolli.

Figura 1: moltissime delle competenze comunicative vengono apprese grazie alle interazioni con la madre e i fratellini durante il periodo sensibile

Durante il periodo giovanile l’individuo diventa sempre più indipendente e autonomo. Le regole sociali sono ormai state apprese e a questo punto il cane dovrebbe essere in grado di introdursi e approcciarsi nel modo corretto con altri individui adulti. Questa fase è quindi caratterizzata dall’introduzione nel branco, dalla definizione del proprio ruolo sociale e dalle interazioni con i membri adulti.

Dai circa 5 mesi in poi il cane entra nella fase della pubertà, periodo durante il quale avviene dapprima la maturazione sessuale, quindi a livello fisico, e solo dopo quella psicologica. Verso i due anni il cane è considerato adulto, quindi totalmente indipendente, stabile e capace di interagire correttamente con i propri simili, con l’essere umano e con tutto quanto lo circonda.

La socializzazione

Con “socializzazione” ci riferiamo a uno specifico periodo della vita del cane. Essa si suddivide in socializzazione primaria e secondaria.

La socializzazione primaria avviene tra l’8° e la 12° settimana di vita del cane. Durante questa fase l’individuo riconosce la propria identità di specie, sostanzialmente “impara ad essere cane”. Ciò significa che vengono messe in atto le strategie comunicative imparate con la mamma e i fratellini. Questo è il periodo in cui il cucciolo impara quali sono le modalità di comunicazione migliori e quali invece è meglio non utilizzare. Il cane impara a regolare la propria vita sociale e a interagire correttamente con altri conspecifici.

In questa prima fase della socializzazione il cucciolo, oltre a interagire con altri cani, impara le migliori strategie comunicative con individui di altre specie. Tutto ciò che il cucciolo conosce in positivo in questo periodo verrà riconosciuto in futuro come una “specie amica”, quindi qualcosa da non temere. Se, ad esempio, al cucciolo viene fatto conoscere un gatto, in futuro probabilmente generalizzerà che tutti i gatti sono amici. Da qui l’importanza di dare la possibilità al cucciolo di interagire con diverse tipologie di specie (ad esempio bambini, uomini, altri animali) e in diversi contesti ambientali. È molto importante che durante questa fase il cane faccia molte esperienze positive, sempre e comunque controllate. Esporre il cucciolo ad ambienti con troppi stimoli potrebbe causare l’effetto contrario; infatti se l’individuo si trova in una situazione stressante e senza nessuno in grado di supportarlo adeguatamente si rischia che inizi a sviluppare dei comportamenti non voluti. Tutto ciò che non viene invece conosciuto in questo delicato periodo potrà causare paure e insicurezze nell’individuo adulto. Questo tipo di socializzazione raggiunge il picco massimo alla 5° settimana, vi è poi una decrescita di questa capacità che termina con la 12° settimana.

La socializzazione secondaria, invece, va dalla 12° alla 16° settimana. Il periodo sensibile è terminato e l’individuo entra in una nuova fase della sua vita: il periodo giovanile. I processi di socializzazione sono ancora presenti, ma in maniera diversa da quella avvenuta precedentemente. L’individuo si trova ancora in un periodo in cui è propenso alla socializzazione, ma tutto ciò che viene conosciuto e esplorato in questa fase non è generalizzabile ad altri contesti. Inoltre è un tipo di socializzazione reversibile, ciò significa che va mantenuta nel tempo. In questa fascia d’età la capacità di apprendimento è ai massimi livelli ed è per questo motivo che è di fondamentale importanza cominciare con l’impostazione dell’educazione di base. In questo modo sfruttiamo questa fase di vita per mettere delle buone basi educative ritrovandoci con meno difficoltà quando il cane entrerà nella fase della pubertà, periodo durante il quale i cani sembrano assumere atteggiamenti più destabilizzati e ribelli.

Una volta che il cane raggiunge i 4 mesi di età, la fase della socializzazione è terminata. A questo punto l’individuo ha appreso cosa è buono e cosa non lo è avendo acquisito determinate strategie comportamentali che riproporrà nel quotidiano. Questa fase estremamente delicata e sensibile è per lo più irreversibile e, nel caso in cui sia necessario andare a correggere determinati comportamenti che noi umani riteniamo scorretti, saranno necessari molto più tempo ed energie.

I cani adulti non socializzano più: comunicano, interagiscono, si relazionano e hanno ancora sicuramente una grande capacità di apprendimento, ma non posseggono più la predisposizione naturale e biologica atta alla socializzazione.

Figura 2: Due cani adulti durante il primo approccio conoscitivo. Non si tratta di socializzazione, bensì di comunicazione!

La gestione del cane durante le passeggiate è uno dei temi più discussi in ambito cinofilo: lasciare i cani costantemente liberi “perché devono socializzare”, oltre ad essere scientificamente scorretto, non è assolutamente rispettoso nei confronti degli animali! Ancora troppe persone sono convinte che ogni volta che si esce in passeggiata il proprio cane debba “socializzare” con tanti altri cani. Come abbiamo visto l’ontogenesi canina prevede si un periodo di socializzazione, esso termina però con il compimento dei 4 mesi. Per i cani, inoltre, ogni incontro con un cane nuovo può essere fonte di stress. Questo perché ad ogni nuovo incontro viene messa in atto una strategia comunicativa atta a conoscersi e stabilire il relativo ruolo sociale. Ultimamente vanno molto di moda le passeggiate collettive, passeggiate in cui si vedono 6-7 persone con magari 10-15 cani. Ebbene all’interno di questi grandi gruppi, che non sono branchi stabili come in natura, bensì gruppi formati e disgregati dopo poche ore, vi è sempre uno o più individui che patiscono della situazione in cui si trovano. Purtroppo però spesso i detentori non sono in grado di riconoscere i segnali di stress o di disagio e anzi, sono convinti che questo tipo di passeggiate siano la cosa migliore per il proprio cane. Nella maggior parte dei casi queste uscite di gruppo sono molto gratificanti per l’essere umano, in quanto ha la possibilità di stare all’aria aperta e fare del movimento in compagnia di amici o conoscenti, ma non vale lo stesso discorso per i cani. Le passeggiate quotidiane dovrebbero essere un momento di serenità, di svago e di divertimento insieme, sia cane che conduttore devono poter trarne beneficio. Ma per fare in modo che anche il nostro cane sia soddisfatto dall’uscita dobbiamo conoscere quali sono i suoi bisogni e solo attraverso l’ontogenesi, la quale ci fornisce le basi scientifiche del comportamento canino, siamo in grado di offrire il meglio al nostro animale.

In qualità di detentori di cani è nostro dovere garantire al nostro cane il benessere ottimale. Questo comporta, oltre agli aspetti di cura quotidiana, avere anche conoscenze sulla sua biologia, significa sapere utilizzare la terminologia adatta, significa rispettare il suo “essere cane”. Tendiamo troppo spesso ad antropizzare il meraviglioso animale che è il cane, dimenticandoci delle sue origini e della sua vera natura. Il nostro dovere, etico e morale, è quello di conoscere il cane per quello che davvero è!

Fonti principali:

  • Barbara Gallicchio, Lupi traversiti – Le origini biologiche del cane, Edizioni Cinque, Camburzano, 2001
  • Ray e Lorna Coppinger, Dogs – A new understanding of canine origin, behavior and evolution, Haquihana, Fenegrò, 2012
  • Roger Abrantes, Ethology, Wakan Tanka, 2015
  • Roger Abrantes, The evolution of canine social behaviour, Wakan Tanka, 2003
  • Shanis Barnard, Ontogenesi e filogenesi del comportamento sociale del cane domestico (Canis lupus familiaris), Dottorato di ricerca in biologia del comportamento, pag. 18-20, Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Biologia evolutiva e funzionale, 2011
  • Steven R. Lindsay, Handbook of applied dog behaviour and training: adaptation and learning, Iowa State University Press, Vol.1, 2000

Nicole Sara Santi

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Autore

Articolo scritto da un associato o un collaboratore esterno dell'Associazione ETICOSCIENZA

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