AFFIDARE I PROPRI CANI AD UNA PENSIONE E TROVARLI MORTI. LA STORIA DELL’ETOLOGA FEDERICA.

Federica è stata una nostra compagna di Etologia, all’università di Torino. Non abitando a Torino è stata costretta, per andare a visitare la sua famiglia, ad affidare per 2settimane i suoi cani, come tanti altri proprietari di cani fanno, ad una pensione (una di Oglianico (Torino), quella dell’addestratrice India Andrea Bergamini e di Nicola Alessandro Elmo – commercianti anche di animali esotici e selvatici…) pensando di lasciarli in buone mani professioniste. Poche settimane fa, dopo mesi di ricerche, i suoi cani sono stati trovati morti, nella piscina della pensione.
Qui, il suo racconto:

LA STORIA IN DETTAGLIO.
“Sono stata costretta a lasciare Shiva e Kesh per un breve periodo e li ho affidati a questa pensione.
Il giorno prima del mio ritorno, il 7 gennaio, ricevo dai proprietari di questa pensione una chiamata in cui mi si dice che I MIEI CANI ERANO IMPROVVISAMENTE SPARITI DAL LORO GIARDINO, nonostante fosse completamente recintato. 
Cominciano le mie interminabili ricerche, che coinvolgono anche la sensibilità di tanti volontari della zona e amici, tra i quali non smetterò di ringraziare Beatrice Gommina Candy e Genny Tomasi. Le ricerche non portano a nulla, così il 7 febbraio chiedo ai proprietari della pensione di sostenere le spese per l’acquisto di un’attrezzatura che mi sarebbe servita per la ricerca di Shiva e Kesh. Proprio lo stesso giorno mi comunicano di aver ritrovato i miei cani morti sul fondo della loro piscina, nonostante i loro svariati controlli nel corso del mese.
Questa è la versione dei proprietari della pensione: Shiva e Kesh sono rimasti da soli in giardino solo 15 minuti, mentre loro erano in casa; dopo questi 15 minuti non c’erano più. Quei 15 minuti devono essere bastati per farli morire annegati, dopo essere asseritamente caduti entrambi nella piscina, ma è servito un mese per ritrovare ciò che era sotto i loro occhi.

Ho fatto eseguire le autopsie su entrambi i miei cani. LE AUTOPSIE HANNO CONTRADDETTO LE PAROLE DEI PROPRIETARI DELLA PENSIONE. 
Kesh è morto prima di Shiva ed il suo corpo era in uno stato di decomposizione troppo avanzato per poter rivelare la causa della sua morte. Shiva, invece, no. SHIVA E’ MORTA PER EMORRAGIA INTERNA DOVUTA ALLA ROTTURA DEL FEGATO, CAUSATA DA UN COLPO AL FIANCO. Cosa ha provocato questa emorragia?
I suoi polmoni erano vuoti, di sicuro non è morta annegata, di sicuro quando è finita in acqua era già morta. Com’è possibile?
E la cosa più inquietante è che Shiva è morta circa una settimana prima del giorno in cui mi è stato comunicato il ritrovamento dei corpi in piscina. Invece Kesh è morto prima di lei. Allora dove è stata Shiva fino a quel momento? Mentre io la cercavo era viva, ma dove?

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Come possiamo tutelarci e tutelare i nostri cani da persone negligenti che non hanno come obiettivo del loro lavoro il benessere degli animali, a giudicare dall’accaduto?
Ora non mi resta che sperare solo che la morte di Shiva e Kesh non sia stata vana, che questa storia serva per lo meno a mettere in guardia e diffidare dalle belle parole e dall’autoesaltazione.
E mi auguro che a nessuno mai capiti di lasciare i propri cani in una pensione e di tornare a casa con le loro ceneri.”

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Autore

Etologa

Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'Università di Torino e specializzazione con una Laurea Magistrale in Evoluzione del Comportamento Animale e dell'Uomo presso l'Università di Torino. Dopo aver svolto uno stage formativo presso il "Bioparc Valencia" (Valencia, Spagna) ed essere stata guida naturalista e ricercatrice presso "Monkeyland Primate Sanctuary" (Plettenberg Bay, Sudafrica), ha ricoperto il ruolo di Wildlife Manager presso "Kids Saving the Rainforest - Wildlife Sanctuary and Rescue Center" (Quepos, Costa Rica). E' stata finalista nazionale del contest di comunicazione scientifica "Famelab 2018", dopo essersi classificata prima nelle selezioni locali di Modena, ed ha partecipato come relatrice a TEDxRovigo 2019 con un talk sul turismo etico con gli animali. Da giugno 2019 è guida escursionistica ambientale e da settembre 2019 è socia della Società Italiana di Etologia e membro della giuria per il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica. Dopo una recente collaborazione nell'ambito dell'educazione ambientale con il Parco fluviale Gesso e Stura, attualmente si occupa di divulgazione scientifica presso l'Associazione ETICOSCIENZA. Ha recentemente concluso la formazione da guida safari in Sudafrica, dove ha ottenuto il certificato di field guide FGASA dal governo sudafricano CATHSETTA e il certificato di Track and Sign da Cybertracker level I.

chiaragrasso.eticoscienza@gmail.com